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 Andrea Riccio

Andrea Riccio

Andrea Riccio Trento 1479 - Padova 1532

Andrea Briosco, generalmente noto come Andrea Riccio per la sua folta e riccia capigliatura, fu soprattutto scultore in bronzo, anche se la sua attività artistica sconfinò talvolta nell’architettura e nella scultura in terracotta e in pietra. Figlio di un orafo, apprese i segreti della fusione del bronzo e della terracotta presso Bartolomeo Bellano, a Padova, per il quale, tra il 1497 e il 1498, completò alcune sculture bronzee per la tomba di Pietro Roccabonella, professore di giurisprudenza morto nel 1491, nella chiesa di San Francesco. In quegli anni un intenso gusto per l’antico pervadeva la città veneta, grazie alla presenza di Donatello che tra il 1446 al 1453 vi realizzò il monumento equestre al Gattamelata. All’inizio del Cinquecento Andrea si era già affermato grazie ad importanti commissioni come i due rilievi in bronzo (1507) con David danza davanti all`Arca e Giuditta e Oloferne nella basilica di Sant’Antonio a Padova e soprattutto il monumentale (alto m 3,92) candelabro pasquale in bronzo nel coro nella stessa chiesa (1515). Sempre verso il 1515 Briosco lavorava alla tomba di Girolamo e Marcantonio Della Torre (due umanisti, padre e figlio) nella sacrestia di San Fermo, a Verona. La popolarità del Riccio nella Padova cinquecentesca è legata alla libertà e alla scioltezza con cui maneggiava il vocabolario classico: egli abbandona l’atteggiamento archeologico per abbinare motivi antichi e combinazioni originali e fantastiche. La sua originalità spicca in particolare nei piccoli bronzi, in cui il gusto per l’antico si traduce in libere e geniali variazioni sui temi antichi. A lui si deve l’affermazione della statuetta in bronzo, già resa popolare nelle botteghe di Antonio Pollaiolo, a Firenze, e del Bellano. La produzione della bottega di Andrea Riccio fu vasta e ispirò molti imitatori. I bronzi venivano gettati dallo stesso scultore, mentre i lavori di rifinitura venivano svolti dagli aiuti: medaglie, placchette, santi, madonne, pastori, «spinari», figure mitiche e altro, che andavano a ruba fra i collezionisti. Tipica del Riccio è la funzionalizzazione delle statuette di bronzo: satiri e animali ripresi direttamente dalla natura, come granchi, ranocchi, serpi, servono spesso come lumi, portacandele, calamai, ecc. Tra i suoi pezzi unici si segnalano il Cavaliere urlante e il gruppo con Satiro e satiressa del Victoria and Albert Museum, a Londra; il Satiro con calamaio e candeliere della Frick Collection, a New York; il Pastore che munge la capra Amaltea del Bargello, a Firenze. Andrea Riccio morì l’8 luglio 1532 e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni di Verdara a Padova.

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