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 Dante Gabriel Rossetti

Dante Gabriel Rossetti

Dante Gabriel Rossetti - Londra, 1828 – Birchington 1882  

 

Pittore e poeta britannico, Gabriel Charles Dante Rossetti fu tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti, ultima espressione del romanticismo inglese. Cresciuto in un’atmosfera familiare intrisa di arte e religione, e influenzato dal padre – un esiliato politico italiano studioso di Dante Alighieri – Rossetti fu un precoce e appassionato lettore non solo di Dante e del Dolce Stil Novo, ma anche di Shakespeare, Goethe, Poe, Blake e in generale dei romantici inglesi e tedeschi. Il suo interesse letterario si estese presto anche all’arte inducendolo ad abbracciare la professione di pittore. In ribellione alle convenzioni della società Vittoriana, nel 1848 Dante Gabriel (come si fece chiamare in pubblico) dette vita insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais alla Confraternita Preraffaellita, un progetto basato sul rifiuto della pittura accademica di origine rinascimentale e quindi sull’adozione dello stile e delle tecniche dei pittori italiani anteriori a Raffaello. Dopo la positiva accoglienza ricevuta dal suo primo dipinto siglato con le iniziali della confraternita - "Infanzia della Vergine" (1849) – fu profondamente ferito dagli insulti e dalle aspre critiche che i Preraffaelliti ricevettero in seguito, tanto da esporre raramente le sue opere in pubblico. Nel 1849 si innamorò di Elizabeth Siddal, che da allora in poi divenne (insieme all’Alighieri) il soggetto preferito di molti suoi quadri e disegni. Interessato in particolare agli aspetti più medievaleggianti della filosofia della confraternita, pubblicò traduzioni di Dante e di altri poeti italiani dell’epoca dipingendo negli anni 50 soprattutto acquarelli ispirati teologicamente ed esteticamente al mondo della cristianità medievale (desunta in prevalenza dalla Vita Nova di Dante e dalla Mort d`Arthur di Sir Thomas Malory). Diventato ricco con la vendita dei suoi lavori, che incontrarono i gusti della committenza privata, tornò alla pittura a olio dipingendo quadri di donne bellissime associate spesso a riferimenti letterari o mitologici. La tragica scomparsa della moglie Elizabeth (morta – forse suicida - per un’overdose di laudano, dopo aver dato alla luce un figlio morto) gettò l’artista in un periodo di profonda depressione inducendolo a seppellire le proprie opere poetiche insieme alla salma della moglie. In seguito adottò come nuova modella Janey, la moglie del suo socio in affari William Morris, esaltandola quale “Venere celeste” e trasformandola nei suoi dipinti in un archetipo della femme fatale. Parallelamente all’attenzione per la figura femminile, iniziò a interessarsi anche agli animali esotici, che divennero una vera e propria ossessione. Riesumate le poesie dalla tomba della moglie, nel 1871 le pubblicò sollevando il biasimo e lo sdegno della società puritana inglese, offesa dalla forte carica erotica e sensuale dei versi. Dopo aver rotto i rapporti con Morris nel 1875, a causa del suo innamoramento per Janey, Rossetti visse gli ultimi anni della sua vita in solitudine, dedito a droghe e alcol, invecchiando prematuramente e morendo paralizzato ed in povertà.

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