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 Edward Hopper

Edward Hopper

“Non dipingo quello che vedo, ma quello che provo.” (Edward Hopper)  

 

Edward Hopper Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967  

 

Nato e cresciuto a Nyack, una piccola cittadina nello Stato di New York, studia illustrazione e poi pittura alla New York School of Art con i grandi maestri William Merritt Chase e Robert Henri.   Dal 1906 al 1910 si reca in Europa tre volte. A lasciare in lui un segno indelebile sono soprattutto le esperienze parigine.
Nella capitale francese sperimentaun linguaggio formale vicino a quello degli impressionisti. Mentre in Europa prendono piede ilfauvismo, il cubismo e l’astrattismo, Hopper viene attratto per lo più da autori come Manet, Pissarro, Monet, Sisley, Courbet, Daumier e Toulouse-Lautrec. Tornato stabilmente negli Stati Uniti, inizia a elaborare soggetti legati alla vita quotidiana americana, specie quella newyorkese. Il suo stile volge sempre più verso un forte realismo, una sintesi fra visione figurativa e sentimento poetico.Predilige immagini urbane o rurali immerse nel silenzio. Le luci sono fredde, taglienti. La scena è quasi sempre deserta e la sensazione dominante è la solitudine. Alto un metro e novanta, nonostante la forte presenza fisica, è famosoper la sua reticenza. Scrive e parla pochissimo del suo lavoro. Nonostante il successo dei nuovi movimenti d’avanguardia, dal surrealismo all’espressionismo astratto e alla pop art, nel corso di tutta la carriera la sua arte gode della stima della critica e del pubblico.Nel 1948 la rivista Look lo elegge fra i migliori pittori americani. Nel 1950 il Whitney Museum organizza un’importante retrospettiva su di lui e nel 1956 il Time gli dedica la copertina.Nel 1967, l’anno della sua morte,rappresenta gli Stati Uniti alla Bienal di São Paulo. Riconosciuto dalla critica come il caposcuola del realismo americano, oggi Hopper è fra i più popolari e noti artisti americani del 900.  

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