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 Francis Bacon

Francis Bacon

“Penso che l`arte sia un’ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi”  

 

“Non c`è tensione in un quadro se non c`è lotta con l`oggetto.” (Francis Bacon)    

 

Francis Bacon: Dublino 1909 - Madrid 1992  

 

Dublinese maledetto, pittore esistenziale ai limiti della patologia estetica, maestro della defigurazione o della deformità, Francis Bacon nacque in una clinica di Dublino da genitori inglesi. Era un bambino estremamente timido, sempre ammalato e soggetto a violente allergie e crisi d’asma. Adorava vestirsi da donna, indossando gli indumenti intimi della madre. La sua evidente omosessualità faceva infuriare suo padre, capitano dell’esercito britannico in pensione, che era solito punirlo anche duramente e che infine lo cacciò di casa.   A sedici anni si trasferì a Londra, quindi a Berlino, dove conobbe il realismo di Grosz, Dix e Beckmann, e infine a Parigi, città in cui iniziò a dipingeredisegni ed acquarelli d’ispirazione cubistasotto l’influenza di Picasso. Nel 1928 rientrò a Londra dipingendo e lavorando come decoratore, illustratore e interior designer. Dopo i primi lavori degli anni 30 che già rivelavano un interesse per l’ambiguità della trama figurativa, fu nel decennio successivo che avvenne la sua consacrazione ufficiale di artista, al fianco di Henry Moore e Graham Sutherland.   Il nuovo corso della sua pittura si aprì nel 1944 con i Tre studi di figure per la base di una crocifissione che sconcertarono il pubblico con le loro inquietanti figure. I lavori dei decenni successivi segnarono un ulteriore approfondimento della sua spietata analisi della condizione umana, da cui emergeva la visione di un uomo distorto e sfigurato. I personaggi dei suoi quadri erano spesso rielaborazioni di immagini preesistenti: fotografie anonime, fotogrammi di film o illustrazioni mediche di malattie.Emblema del percorso di fredda e lucida raffigurazione della solitudine e sofferenza umana che seguì in tutta la sua vita artistica, le continue rivisitazioni del Ritratto di papa Innocenzo X da un`opera di Velázquez, con cui Bacon si confrontò a partire dagli anni 50 sfigurando l`immagine perfetta dell`artista spagnolo nel tentativo di reinterpretarla alla luce dei tormenti della società contemporanea.   L`opera di Bacon, caratterizzata da una violenta carica espressionistica che è stata formalmente accostata a Van Gogh e Munch, ha esercitato un forte influsso sui pittori delle generazioni successive, specie su quelli della cosiddetta nuova figurazione.   

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