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 Georges Simenon

Georges Simenon

““Maigret non somiglia ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi”.  

 

Georges Simenon - Liegi 1903 – Losanna 1989  

 

A Simenon si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi (ben diciassette). La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i 550 milioni di copie, consacrandosi come il quindicesimo autore più tradotto di sempre. Nonostante i suoi scritti abbiano toccato diversi generi letterari, dal romanzo popolare al romanzo d’appendice, dal noir al romanzo psicologico, Simenon è noto soprattutto quale creatore del commissario Maigret. Al pari della sua opera, la vita di Simenon pullula di personaggi e abbonda di colpi di scena. George studia presso i gesuiti, ma interrompe gli studi alla fine della prima guerra mondiale per entrare infine alla Gazette de Liège come reporter. Seguire la cronaca nera gli consente di acquisire un bagaglio di esperienze umane stupefacente, che saprà presto mettere a frutto con profitto, scrivendo romanzi d’appendice e novelle; il suo pseudonimo più utilizzato è George Sim. La sua abilità nello scrivere gli assicura un rapido successo economico. Simenon adora la vita parigina: ama frequentare i pittori Vlaminck, Picasso e Max Jacob. Simenon ha appena trent’anni quando entra in scena Maigret, a cui già in precedenza era occasionalmente ricorso per la stesura dei romanzi popolari firmati con pseudonimo. Il 20 febbraio 1931 esce il primo romanzo che vede protagonista il commissario più celebre della letteratura mondiale. Ben presto lui e la moglie Régine Renchon (ribattezzata Tigy), sposata nel 1923, decidono di trasferirsi in campagna, in una villa del sedicesimo secolo vicino a La Rochelle e poco dopo Simenon deciderà di dedicarsi esclusivamente alla carriera di scrittore. Ma Simenon non è un uomo che può restare fisso in un luogo a lungo: s`imbarca per l`Egitto e scende per il continente africano fino al Congo, nel ‘33 è in Germania, poi in Turchia, nel ‘34 è la volta di New York, Panama, le Galapagos, Tahiti, l’Australia e il Mar Rosso. Almeno sei romanzi esotici vengono ispirati da questa esperienza di nomade planetario... Accusato di collaborazionismo, Simenon decide di trasferirsi negli Stati Uniti, dove conosce Denyse Ouimet che diventerà la sua seconda moglie. Tutti i suoi romanzi vengono pubblicati in anteprima in Francia, poi sono tradotti in ogni angolo del pianeta. Simenon, più che uno scrittore, è un`azienda. Ha un solo cruccio: la nostalgia dell`Europa e nel 1952 decide di tornarvi per un lungo viaggio. La prima tappa è Parigi: Simenon viene accolto come un eroe. Viene aperto in suo onore il portone del 36 del Quai Des Orfevres, la sede della polizia giudiziaria, il regno di Maigret. Dopo un breve rientro in America, torna definitivamente in Francia nel 1955. Nel 1972 lo scrittore annuncia che non avrebbe mai più scritto, ma nel 1978 la figlia Marie-Jo muore suicida e nel 1980 Simenon rompe la promessa fatta e scrive il romanzo autobiografico Memorie intime, dedicato alla figlia. Georges Simenon muore a Losanna nel 1989. Sono settantacinque i romanzi e ventotto i racconti che vedono come protagonista il commissario Maigret. In essi Simenon si discosta dagli schemi dell`inchiesta per tracciare suggestivi ritratti psicologici e per evocare con efficacia le atmosfere parigine o quelle grigie e stagnanti della provincia francese. Le opere di Simenon sono state largamente adattate al cinema e alla televisione, per un totale di circa 170 produzioni in tutto il mondo. In Italia Gino Cervi prestò il volto al commissario Maigret in una nota serie televisiva (1964-1972). A Liegi, presso l’università, opera il Centro studi Georges Simenon.

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