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 Gerolamo Induno

Gerolamo Induno

Gerolamo Induno – Milano, 1825 – 1890

 

Definito da Garibaldi uno dei più "intrepidi e valorosi combattenti di Roma", il pittore-soldato Gerolamo Induno partecipò ai moti insurrezionali compresi fra il 1848 e la Spedizione dei Mille fermando su carta immagini e personaggi degli eventi di cui era testimone e protagonista. Dieci anni più giovane del fratello Domenico (anch’egli pittore), Gerolamo Induno si formò all’Accademia di Brera dove, fra il 1839 e il 1846, fu allievo di Luigi Sabatelli e cominciò ad esporre le sue prime opere. Dopo aver partecipato ai moti anti austriaci del 1848, riparò in Svizzera con il fratello e quindi si trasferì a Firenze arruolandosi come volontario sotto il comando del generale Giacomo Medici. Nel 1849 partecipò alla difesa di Roma assediata dai francesi rimanendo gravemente ferito nella battaglia per la riconquista del palazzo del Vascello. Dopo una lunga convalescenza all’ospedale Fatebenefratelli, riuscì a tornare a Milano esponendo a Brera dipinti ispirati prevalentemente ai fatti romani. Dal 1854 al 1855 partecipò come bersagliere alla campagna di Crimea eseguendo schizzi che al ritorno a casa trasformò in quadri carichi di sentimenti patriottici. Dopo la partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi del 1855, che fu accolta con grande favore dalla critica, espose a Milano e a Firenze una ricca varietà di opere che spaziavano dal ritratto, alle vedute ed ai dipinti di genere. Nel 1859 tornò ad arruolarsi come ufficiale nel corpo garibaldino dei Cacciatori delle Alpi proseguendo la propria opera di interprete dell’epopea risorgimentale attraverso schizzi e dipinti a carattere patriottico. Pur senza partecipare fisicamente alla Spedizione dei Mille, fornì ugualmente il proprio contributo all’impresa traducendo in pittura le cronache dei giornali e i racconti dei reduci. Negli anni successivi continuò a percorrere il filone dei dipinti celebrativi, dedicandosi tuttavia anche a grandi opere allegoriche e decorative a Roma, Firenze e Milano. I suoi quadri, che nell’ultima fase creativa denunciarono un mutamento di stile tendente al virtuosismo, furono presentati alle principali esposizioni italiane ed europee degli anni 70 e 80.

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