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"Hic Iacet Corpus"

Il titolo "Hic Iacet Corpus" evoca scomparsa, sottrazione, assenza e nel contempo indica un luogo che è come una casa da cui il corpo è già andato via. Restano quindi solo le tracce, le impronte, i frammenti che ha lasciato. E sono queste tracce che comunicano la sua presenza, la storia, il pensiero, i conflitti, le ragioni del suo giacere e la necessità di una sua ricollocazione in uno spazio universo cui appartiene. Cappelli, scarponi, sedie e seggioloni, una voce che narra, pellicole cinematografiche oscurate e manipolate a formare come un grande megafono o una tromba di un vecchio giradischi che amplifica onde invisibili… Se ogni luogo è uno spazio da abitare, che attende di essere occupato dal corpo, anche l’esperienza dello spettatore, il suo camminare, il muoversi attorno agli oggetti, il suo punto di vista, il suo raccogliere stimoli e avviarli a vivaci connessioni, il suo osservare i dettagli, sedersi e ascoltare… tutto è parte integrante dell’opera. Riccardo Caporossi e Alfredo Pirri - due protagonisti dell`arte italiana, l`uno attivo sul fronte della perfomance teatrale, l`altro delle installazioni ambientali - in questa occasione ricoprono il doppio ruolo di artisti e curatori e affrontano questa ricerca di senso e di luogo non rappresentando il corpo ma nominandolo attraverso il loro linguaggio artistico.

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