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 Kiki Smith

Kiki Smith

Kiki Smith – Norimberga, 1954  

 

Enfant prodige cresciuta nel New Jersey in una grande famiglia americana di artisti e artigiani (papà scultore minimalista, mamma cantante lirica, sorella artista visiva, nonno intagliatore di altari), ha iniziato la propria carriera artistica verso la fine degli anni 70 affermandosi innanzitutto come scultrice, ma distinguendosi fin dall’inizio per l’utilizzo di una grande varietà sia di materiali che di tecniche espressive. Nell’arco degli oltre trent’anni di una carriera artistica votata alla sperimentazione continua, la Smith si è infatti servita di strumenti come il bronzo, la cera, la carta, il vetro, il legno, il gesso, le resine plastiche e gli elementi organici per la creazione di un’amplissima gamma di opere che spaziano dalla scultura al disegno, dai video alle installazioni, dalla fotografia all’editoria e dalla moda ai gioielli. Ispirandosi al mito, alla fiaba, alla letteratura e alla scienza naturale, ha affrontato tematiche legate all’attualità quotidiana come l’identità o gli stereotipi sessuali evidenziando il dualismo fra l’estrema fragilità fisica e la grande potenza spirituale dell’essere umano. Apertamente schierata a favore del movimento femminista, ha spesso incentrato il proprio lavoro sul tema della materialità del corpo, della sua deperibilità e vulnerabilità, con una netta predilezione per il corpo femminile in quanto oggetto erotico dell’uomo. Attualmente Kiki Smith è tra gli artisti più quotati a livello internazionale. Molte sue opere sono state acquistate da importanti collezioni private e pubbliche di tutto il mondo.

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