Seguici    
Accedi
 

"Lanterna magica e film dipinto. 400 anni di cinema"

In origine fu la lanterna… L’antenata del proiettore cinematografico era uno scatolone con vetri dipinti al posto dell’obiettivo e una candela come fonte luminosa. Trasportato in spalla di villaggio in villaggio da intrepidi pionieri della proiezione, incantava gli spettatori chiusi in una stanza buia con le sue raffigurazioni reali e fantastiche proiettate su uno schermo o su una parete bianca. Le immagini, che alla prima comparsa della scatola magica verso la metà del 1600, erano fisse, arrivarono col tempo a muoversi, grazie all’uso di più lastre di vetro che scorrevano una sull’altra. Erano gli albori della cinematografia.

La mostra Lanterna magica e film dipinto. 400 anni di cinema - coproduzione del Cinémathèque française e del Museo Nazionale del Cinema di Torino - presenta due fra le più belle collezioni al mondo di vetri per lanterne magiche. I pezzi esposti provengono in maggioranza dalle collezioni di Maria Adriana Prolo, fondatrice nel 1958 del Museo del Cinema, e di Henri Langlois, fondatore nel 1936 della Cinématèque. Centinaia di lanterne: giocattolo, da salone, a zaino, oppure ad uso scientifico e perfino religioso. Nelle teche sono esposti anche i vetri dipinti, a partire da quelli dei grandi viaggiatori inglesi dell` 800 che proiettavano su tela immagini di palazzi indiani e animali esotici, di eruzioni e terremoti.

In un periodo in cui la storia del pre-cinema era ancora considerata un`occupazione eccentrica, Adriana Prolo, funzionaria della Biblioteca Reale di Torino con un’enorme passione per la storia e il collezionismo, trovò migliaia di pezzi girando fra mercatini, soffitte e robivecchi. Alle sue ricerche infaticabili si deve il nucleo della collezione di macchine ottiche pre-cinematografiche del Museo Nazionale del Cinema, da lei progettato a partire dal 1941 e oggi ospitato all’interno della Mole Antonelliana.

Suddivisa in dieci aree che illustrano i principali temi degli spettacoli di lanterne magiche del passato, l’esposizione parigina è arricchita fra l’altro dalla ricostruzione di un teatro ottico di Emile Reynaud, da una sala dedicata alla fantasmagoria settecentesca e da spettacoli di lanterna magica.

La mostra - curata da Laurent Mannoni (Conservatore della Cinémathèque française) e da Donata Pesenti Campagnoni (Conservatrice del Museo Nazionale del Cinema) - approderà l’estate prossima in Italia nella Reggia di Venaria.

Il volume Lanterne magique et film peint, a cura di Laurent Mannoni e Donata Pesenti Campagnoni, racconta la rivoluzione tecnica delle lanterne magiche e la loro influenza sulla nascita del cinema. La pubblicazione è disponibile anche in edizione italiana: Lanterna magica e film dipinto, collana editoriale Museo Nazionale del Cinema e Il Castoro.

 

Sedi:

La Cinémathèque française
51, rue de Bercy
75012 Paris
Tel. 0033 (0)1 71 19 33 33

 

Reggia di Venaria Reale
Piazza della Repubblica

Venaria Reale (Torino)

Tel. 011 4992333

 

Vedi le altre puntate

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo