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 Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli - Napoli 1700 - Caserta 1773, architetto e pittore.  

 

Figlio del vedutista olandese Gaspar van Wittel, dal quale apprese l’arte del disegno, Luigi fu in stretti rapporti con vari pittori, in particolare con Sebastiano Conca, al quale si legò d’amicizia. Verso il 1715-1718 conobbe Filippo Juvarra, allora a Roma, dal quale apprese a guardare con attenzione ai grandi rappresentanti del barocco roman Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Carlo Fontana. Il primo interessante esito di queste esperienze si registra nella cappella delle reliquie in Santa Cecilia in Trastevere, sintesi di architettura e pittura, in cui dipinse gli affreschi e la pala d’altare (1720 ca.). Dal 1732, anno in cui partecipò ai concorsi per la Fontana di Trevi e la facciata di San Giovanni in Laterano, Vanvitelli si dedicò esclusivamente all’architettura, lavorando anche ad Ancona per il cardinale Neri Corsini e Clemente XII, dove, tra l’altro, riprogettò il porto cittadino. Contemporaneamente ricoprì la carica di “architetto revisore delle misure” presso la Fabbrica di San Pietro, per cui si occupò del consolidamento della cupola michelangiolesca (1742-1748). Luigi visse fino al 1740 nella casa paterna a Campo de’ Fiori, poi si trasferì nei pressi di Palazzo Chigi, dove rimase fino al 1751, quando lasciò Roma per passare al servizio del Re di Napoli. Vanvitelli è l’architetto che meglio interpretò le esigenze di rappresentatività e prestigio della corte borbonica, secondo tendenze che trovano piena attuazione nella realizzazione nella Reggia di Caserta. Egli attinse ampiamente alla tradizione architettonica precedente, riutilizzando con estrema abilità l’immenso patrimonio di forme. Nelle intensioni di Carlo di Borbone, la Reggia non doveva semplicemente soddisfare le esigenze di una residenza reale, ma doveva anche concentrare, a circa trenta chilometri da Napoli, le funzioni politiche, amministrative, militari e culturali proprie di una nuova e moderna capitale. Il complesso, considerato l`ultima grande realizzazione del Barocco italiano, è curatissimo nei dettagli ed è articolato su quattro monumentali cortili, fronteggiato da uno scenografico parco, che sfrutta la pendenza naturale del terreno per articolarsi in una gigantesca cascata artificiale, scandita da una serie di fontane con statue marmoree. Il giardino, infatti, costituiva lo spazio privilegiato di una vera e propria azione teatrale, fissata in una serie di favole scolpite, ispirate ai temi della mitologia classica, intimamente legata alla natura e alla storia stessa del luogo, l’antica Campania Felix della letteratura latina. Alla morte dell’architetto, nel 1773, il progetto fu portato a termine dal figlio Carlo; Luigi fu sepolto nella chiesa di San Francesco di Paola a Caserta.

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