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"San Giovanni Battista" di Leonardo

"Da Vinci promette il Paradiso: guardate quel dito levato."
(Pablo Picasso)


 

Sguardo magnetico, sorriso enigmatico al pari della Gioconda, dito levato verso l’alto che rimanda alla dimensione spirituale, San Giovanni Battista rappresenta forse l’ultimo dipinto di Leonardo da Vinci e insieme il culmine di una intera vita di ricerche sulla tecnica dello sfumato e sugli effetti di luce. Conservato al Museo del Louvre di Parigi, il dipinto a olio su tavola di 69 x 57 cm fu commissionato probabilmente da Giovanni Benci e realizzato da Leonardo tra il 1505 ed il 1510. La tela raffigura il santo giovane, a mezzo busto, come nella classica iconografia di Firenze di cui San Giovanni Battista era patrono. Sensualità, mistero, bellezza ideale… Il dipinto si è prestato negli anni a molte interpretazioni. Tanto la postura, quanto la gestualità, la capigliatura fluente, il sorriso indecifrabile e l`ambigua sensualità del Battista indussero in passato a scambiarlo per un Bacco. Nel 1939 Carlo Emilio Gadda definì il San Giovanni leonardiano un “Bacco angelizzato privo di polarità sessuale”. L`incognita risiede nella spiritualità del dito alzato che, rispetto alla tradizione dei san Giovanni che indicano la croce, compie un gesto più ambiguo, aperto a diversi ordini di lettura. L`importanza dell`opera per lo stesso autore è testimoniata dal fatto che il maestro non volle separarsene per molto tempo. Nel 1517, infatti, il quadro si trovava ancora nel suo studio, a Colux in Francia, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Dopo la morte di Leonardo, nel 1519, il dipinto conobbe una storia avventurosa. Preso in custodia dall`allievo prediletto di Leonardo, Gian Giacomo Caprotti, che lo etichettò con la dicitura “n.° 1 quadro cum uno Santo Ioanne piz. Zoveno”, passò in seguito dal salotto del re di Francia, Francesco I, a quello del re d’Inghilterra, Carlo I, per poi finire in mano al mercante d`arte tedesco, Everhard Jabach, ritornando infine alla corte francese di Luigi XIV e quindi al Louvre, sua dimora stabile dai tempi della rivoluzione.

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