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Cavour

 Cavour

Cavour - Torino, 1810 – 1861  

 

Grande protagonista del Risorgimento, capo del governo del Regno di Sardegna e in seguito primo Presidente del Consiglio nel nuovo Regno d’Italia, Camillo Benso conte di Cavour è considerato uno dei padri della patria per il decisivo ruolo svolto nella realizzazione del progetto di unificazione e di costruzione dello Stato Italiano. Nato in una famiglia aristocratica piemontese, da giovane frequentò l’Accademia militare diventando ufficiale dell’esercito regio. Nel 1831 lasciò la vita militare e iniziò a viaggiare per l’Europa studiando in particolare i principi economici, sociali e politici del sistema liberale britannico e di quello francese. Rientrato a Torino nel 1835, si dette all’attività commerciale e bancaria occupandosi anche della riorganizzazione economica, agraria e scolastica delle sue vaste tenute terriere. Convinto che il processo di sviluppo e crescita economico-sociale del territorio dovesse necessariamente passare per la creazione in Italia di uno stato unitario, dette il via al proprio impegno politico fondando assieme a Cesare Balbo il periodico “Il Risorgimento”. Eletto alla Camera dei Deputati del Parlamento sabaudo all’indomani della sconfitta piemontese nella prima guerra di indipendenza, nel 1850 fu chiamato dal governo D`Azeglio prima come ministro dell`Agricoltura e quindi come ministro delle Finanze. Due anni più tardi divenne presidente del Consiglio dedicandosi ad un radicale rinnovamento politico ed economico dello stato lungo i binari di un liberismo misurato e progressivo. L’obiettivo di unificare attorno alla monarchia dei Savoia tutto il territorio nazionale, allora diviso in una moltitudine di stati in perenne contrasto tra loro, vide come primo passo la partecipazione del Regno di Sardegna al fianco di Gran Bretagna e Francia alla vittoriosa guerra di Crimea contro la Russia, che permise a Cavour di portare il problema italiano all`attenzione europea. Il secondo passo fu quello di raccogliere attorno al Piemonte tutte le forze liberali ed indipendentiste della penisola. Nel 1858 Cavour incontrò Napoleone III a Plombières gettando le basi di un`alleanza contro l`Austria che si concretizzò nella seconda guerra di indipendenza. Dopo l’armistizio di Villafranca del 1859 e la conseguente cessione della Lombardia da parte dell’Austria, nel 1860 poté avvenire l’annessione plebiscitaria al Regno di Sardegna del Ducato di Parma e Piacenza, della Legazione delle Romagne, del Ducato di Modena e Reggio e della Toscana, in cambio del passaggio alla Francia di Nizza e della Savoia. La regia politica del Cavour trovò il suo completamento quello stesso anno, quando la spedizione dei Mille di Garibaldi consegnò il Mezzogiorno a Vittorio Emanuele II sancendo di fatto l’unificazione dell’Italia. Nel gennaio 1861 si svolsero le prime elezioni per il Parlamento italiano e il 17 marzo il Parlamento proclamò il Regno d`Italia. Cinque giorni più tardi Cavour divenne il primo Presidente del Consiglio del nuovo stato. All’appello, però, mancavano ancora il Veneto, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia e soprattutto Roma. Sostenendo il principio della “libera Chiesa in libero Stato” Cavour era convinto che la mancata annessione dello Stato Pontificio minasse la completezza e la credibilità della nazione agli occhi della maggioranza religiosa del popolo italiano. La morte improvvisa gli impedì tuttavia di vedere realizzato il suo progetto di Roma capitale. Colpito da una crisi malarica (contratta in gioventù nelle risaie di famiglia nel vercellese e mai guarita del tutto), si spense il 6 giugno 1861, a meno di tre mesi dalla proclamazione del “suo” Regno d`Italia.

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