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Della Robbia

 Della Robbia

Della Robbia - Famiglia di ceramisti e scultori la cui bottega fiorentina fu attiva ininterrottamente per circa un secolo, tra Quattro e Cinquecento. La sua fama è legata alla produzione di terracotte invetriate, della cui produzione fu iniziatore Luca (1400 ca.-1482), che applicò a sculture e rilievi in terracotta un rivestimento con smalti vitrei colorati. La sua prima opera certa è una commissione di grande riliev una cantoria per il duomo di Firenze (1431-1438; oggi Museo dell’Opera del Duomo), improntata su un equilibrato e pacato classicismo legati a Ghiberti. In seguito al successo dell’invetriatura, la cui prima documentata applicazione data intorno al 1440, Luca abbandonò la scultura per dedicarsi esclusivamente al suo perfezionamento. L’adozione di questa tecnica permetteva di abbinare ai valori plastici della scultura quelli cromatici e luministici ottenuti preferibilmente con l’accordo di due soli colori: il bianco per le figure e l’azzurro per i fondi, mentre gli altri colori (giallo e verde) erano utilizzati solo per gli elementi decorativi. L’enorme fortuna dei prodotti robbiani si spiega, oltre che con l’organizzazione su basi che oggi definiremmo “industriali” della bottega, con ragioni economiche: per il basso costo della terracotta una pala d’altare costava molto meno di un dipinto e inoltre la tecnica dell’invetriatura garantiva una durata praticamente illimitata. Il materiale si prestava inoltre a una lavorazione di pezzi in serie, con la tecnica dello stampo; nonostante ciò la monotonia della ripetizione veniva evitata grazie alla freschezza dei motivi naturalistici e alla vivacità dei colori, sia nei prodotti di maggior impegno che nella produzione corrente (stemmi, cornici, piastrelle e pezzi in serie per la decorazione architettonica). Si spiega così la presenza di prodotti della bottega anche in piccole chiese, oratori di campagna, conventi sperduti in tutta l’area dell’Appennino centrale. Fra le notissime Madonne col Bambino a mezzo busto, che Luca eseguì nell’intero arco della sua produzione, si ricordano quelle del Bargello, a Firenze: Madonna di via dell’Agnolo, del roseto, della mela, la cui poesia risiede nell’equilibrio tra assoluta purezza delle figure e la loro serena umanità. si ricordano, inoltre, i tondi con gli Apostoli nella Cappella dei Pazzi a Firenze e le lunette con la Resurrezione (1442-1445) e l’Ascensione (1446-1451) nel Duomo di Firenze; il monumento funebre del vescovo Federighi, ora in Santa Trinita, nonché il più tardo, bellissimo soffitto della Cappella del Cardinale del Portogallo in San Miniato al Monte (1461-1466). Andrea della Robbia (1435-1525) nipote di Luca, ovvero figlio di suo fratello Marco, sviluppò la tecnica appresa dallo zio e la portò a grande diffusione. Tra i suoi lavori si ricordano i putti del portico dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze (1463) e i rilievi nel Santuario della Verna (1490-1495). A partire dall’ultimo decennio del Quattrocento l’enorme quantità di commesse costrinse Andrea ad avvalersi di numerosi collaboratori, che diedero però vita ad una produzione più convenzionale. Tra i cinque figli di Andrea che ne continuarono l’attività, i più noti sono Giovanni (1469-1529) e Gerolamo (1488 ca.-1566), che nel 1527 si trasferì in Francia, dove partecipò, tra l’altro, alla decorazione di Fontainbleau.

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