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Donatello

 Donatello

Donatello- Firenze, 1386 – Firenze, 1466

 

Massimo scultore del primo Rinascimento e fra i maggiori protagonisti della storia dell’arte italiana, Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello, innovò la scultura lasciandosi alle spalle il tardo-gotico e spingendosi al di là dei canoni della tradizione classica verso una nuova libertà espressiva, profondamente realistica e umana. Padroneggiando tutti i materiali (marmo, pietra serena, bronzo, legno), fu l’inventore dello stilestiacciatoe sperimentò ogni tipo di tecnica: dalla scultura a tutto tondo in marmo e in bronzo ai bassorilievi, dal calco dal vivo allo stucco a rilievo policromo e alla tecnica di fusione del bronzo in parti separate. Della sua formazione artistica si hanno poche notizie certe, tranne che nel 1403 era fra gli aiuti di Lorenzo Ghiberti per la realizzazione della seconda porta del Battistero di Firenze e che affinò il suo disegno esercitandosi nella bottega dell`orafo Cione de` Bardi. A partire dal 1402 si recò più volte a Roma insieme all`amico Filippo Brunelleschi per copiare e studiare le opere dell`antichità. A Firenze lavorò nei due più grandi cantieri cittadini di decorazione scultorea dell`epoca - il Duomo e Orsanmichele – producendo la sue prime opere di grande valore, tra cui il David marmoreo, il San Giorgio e il Sacrificio di Isacco. Nel 1425 aprì una bottega in collaborazione con il giovane scultore e architetto Michelozzo. Il sodalizio durò fino alla metà degli anni 30 producendo una serie di opere importanti come il fonte battesimale del Battistero di Siena, il Monumento funebre dell’antipapa Giovanni XXIII a Firenze, il Sepolcro del cardinale Rainaldo Brancacci a Napoli e, a Roma, il Tabernacolo del sacramento in San Pietro e la Lastra tombale Crivelli all’Aracoeli. Interrotta la collaborazione con Michelozzo, tornò a Firenze per scolpire fra l’altro il celebre bronzo del giovane David e la Cantoria del Duomo, e attendere in seguito alla decorazione della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo. Negli stessi anni realizzò il Pulpito esterno della Cattedrale di Prato. Dal 1443 operò per un decennio a Padova, dove eseguì le statue e i bassorilievi per l`Altare di Sant’Antonio e il grande Monumento equestre al Gattamelata. Rientrato a Firenze nel 1454, ormai anziano, dopo circa tre anni d’inattività quasi completa eseguì la statua bronzea del Battista per il Duomo di Siena, la Maddalena del Battistero di Firenze e (servendosi probabilmente di aiuti di bottega) il gruppo di Giuditta e Oloferne nella Loggia dei Lanzi a Firenze. Morì nella sua città natale lasciando incompiuti i due pulpiti lignei per la Basilica di San Lorenzo ordinatigli da Lorenzo il Magnifico.

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