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“Le tre età della donna”, il capolavoro di Gustav Klimt

Il 14 luglio 1862 nasceva a Baumgarten (Vienna) Gustav Klimt, il celebre pittore protagonista del movimento secessionista. “Le tre età della donna”, capolavoro realizzato dall’artista nel 1905 ed esposto nel nostro Paese nel 1911 in occasione delle celebrazioni per i 50 anni dell’unità d’Italia, fu subito acquistato dallo Stato per le collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna romana, da poco istituita. Una delle poche opere di Klimt presenti in Italia, il dipinto è una rivisitazione simbolica delle fasi della vita della donna: l'infanzia, la maternità e il declino della vecchiaia. L’artista presenta figure asciutte e sintetiche e un decorativismo geometrico che si concretizza in forme che ricordano sete raffinate e pietre preziose. Il diverso sentimento della vita è suggerito dalle posizioni assunte dalle figure e dalla scelta di rappresentarle nude, sui diversi piani di un fondo privo di dati naturalistici. Il pittore ritrae la donna anziana di profilo, per evidenziare, attraverso un forte realismo del modellato, la deformazione provocata dal tempo sul corpo. La giovane madre, in contrasto con questa figura, si offre frontalmente alla visione: il nudo risulta piatto nel rilievo e luminoso nella colorazione quasi ad evocare una dimensione sacra. La bambina, infine, assorbita totalmente nella figura materna, è ritratta di tre quarti con il corpo arrotondato, abbandonata in un sonno tranquillo.

In occasione della ricorrenza dei 150 anni della nascita del pittore austriaco, Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, illustra questo capolavoro.

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