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100% Africa

Un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo ma in realtà carico di messaggi. Colori sgargianti, vivaci, forti, ai quali è affidato il compito di catturare l’attenzione. Contenuti sociali importanti, espliciti. Il racconto di sogni frantumati e di aspettative deluse. Ma anche di un popolo che sa conservare un sorprendente ottimismo e una grande fiducia nel futuro.  Questo è “100% Africa”, una mostra dedicata all’arte africana contemporanea che la Fondazione Guggenheim di Bilbao ha proposto recentemente.  Con vivace intuito, il collezionista italo-svizzero Jean Pigozzi ha raccolto negli anni un cospicuo numero di opere che ben rappresentano lo spirito, il carattere, le aspirazioni di un popolo che forse più di tutti gli altri sa esprimersi attraverso le immagini.

Molti gli artisti in mostra, tra i quali Chéri Chérin, Moke, Richard Oyango, Chéri Samba, Titos Mabota, Esther Mahalangu, Pascale Martine Tayou, Calixte Dakpogan, Romuald Hazoumé, George Lilanga, Malick Sidibé, Depara, Seydou Keïta. Molti anche i contenuti delle opere, un insieme di forme archetipiche e tradizioni millenarie, body painting e insegne delle botteghe artigiane, acconciature e ornamenti, rifiuti urbani e industriali, animali, spiriti, figure fantastiche, soldati e bambini armati, clan, etnie, stato sociale. Sempre con lo sguardo puntato sul futuro, carico di speranze e attese. Insomma, gli artisti africani non trascurano nulla e presentano, con un linguaggio solo apparentemente semplice, caratteristiche e contraddizioni dell’Africa contemporanea.

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