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350 anni di creatività francese a Roma

L’Accademia di Francia a Roma ha celebrato nel 2016 i 350 anni della propria esistenza con un’esposizione incentrata sull’attività creativa degli artisti che vi hanno lavorato, come borsisti in residenza o come direttori. La mostra si intitolava 350 anni di creatività. Gli artisti dell’Accademia di Francia a Roma da Luigi XIV ai giorni nostri ed era a cura di Jérôme Delaplanche, responsabile del dipartimento di storia dell’arte presso l’Accademia di Francia a Roma.

Creata nel 1666 da Louis XIV, l’istituzione festeggiava il suo 350° anniversario con una programmazione speciale che ne ripercorreva la storia e di cui questa mostra rappresentava uno degli appuntamenti più importanti. Il progetto era accompagnato da altre due esposizioni organizzate dall’Accademia Nazionale di San Luca e dall’Accademia di Belle Arti di Roma sul tema dei rapporti tra l’istituzione francese e le due accademie romane.

 

Alfred-Jules Giess (1901 - 1973) Mon atelier a Rome, 1932

Alfred-Jules Giess (1901 - 1973) Mon atelier a Rome, 1932

 

Dal 1666 a oggi

Oltre cento opere realizzate dal 1666 a oggi da artisti quali Fragonard, David, Ingres, Berlioz, Garnier, Carpeaux, Debussy e Balthus. Un viaggio affascinante capace di trasportare i visitatori attraverso tre secoli e mezzo di arte francese, avvicinando il pubblico alle generazioni di artisti che si sono avvicendate all’Accademia di Francia a Roma.

In origine, i borsisti – pittori, scultori e architetti – venivano a Roma per realizzare copie dei capolavori presenti in Italia e perfezionare così la loro pratica artistica. Queste copie erano poi mandate in Francia per essere valutate e, nel tempo, andarono ad abbellire le residenze reali, principalmente Versailles. La formazione degli artisti, guidata dal direttore, era organizzata intorno alla frequentazione di luoghi storici e allo studio dei grandi artisti italiani come Bernini e Piranesi.

La storia dell’istituzione è segnata da due tappe importanti: il trasferimento dell’Accademia a Villa Medici nel 1803, e la riforma del 1970 voluta da André Malraux, ministro degli Affari Culturali. A partire da questa data, il ventaglio delle discipline artistiche si amplia ulteriormente e, su iniziativa di André Chastel, vengono inseriti la storia dell’arte e il restauro. Oggi sono rappresentati tutti i campi della creatività e dell’arte e l’istituzione è aperta ad artisti di ogni nazionalità con conoscenza della lingua francese.

La mostra 350 anni di creatività ha illustrato questi momenti chiave presentando le opere dei più grandi artisti dell’Accademia di Francia a Roma raggruppate secondo i seguenti temi: la ricerca dell’ideale antico e moderno, la scoperta di una realtà pittoresca, il rapporto con il corpo e il nudo, l’installazione a Villa Medici, l’eclettismo e il valore dell’originalità, il rinnovo della tradizione e il ruolo dell’Accademia come centro di sperimentazione creativa.

La rappresentazione del corpo occupava un posto privilegiato nella formazione dei borsisti. Anche le raffigurazioni di palazzi, di statue antiche e della campagna romana sono soggetti ricorrenti nella produzione degli artisti dell’Accademia.

Il percorso espositivo riuniva dipinti, disegni, sculture, incisioni, partiture e documenti d’archivio che testimoniavano la varietà della creazione artistica e che mostrano, nel caso dei pensionnaires, le prime tappe della loro carriera. Parte di queste opere proveniva dalle collezioni dell’Accademia, tra cui alcuni ritratti di borsisti e le statue in gesso. La mostra si concludeva con un video che illustrava i lavori di borsisti degli ultimi decenni. I visitatori hanno potuto così ripercorrere la storia dell’arte francese dal 1666 al 2016.

 

 

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