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Affaire MAXXI

La notizia ha colto tutti di sorpresa. Che i bilanci dei musei pubblici italiani siano in difficoltà è noto, ma addirittura il commissariamento di una realtà nuovissima e così importante per il prestigio internazionale del nostro Paese forse non ce lo aspettavamo. Eppure sabato 14 aprile i giornali hanno riportato la notizia che il Ministro Lorenzo Ornaghi, a causa di difficoltà di bilancio, ipotizza la nomina di un Commissario per il Maxxi, il Museo delle Arti del XXI secolo, gioiello dell’architettura, riferimento culturale internazionale. Motivazione: il Consiglio di Amministrazione del museo, composto da Pio Baldi (presidente Fondazione Maxxi), Roberto Grossi (presidente di Federculture) e Stefano Zecchi, non ha approvato il bilancio 2012. Eppure, afferma il presidente Baldi, i numeri sono a favore del museo: 800 visitatori la media giornaliera (arrivano a 1000 nei giorni festivi); il bilancio 2010 chiuso con più di 2 milioni di euro di attivo; il passivo di 700.000 euro del 2011 è stato causato dai tagli dei finanziamenti da parte del governo ma ripianati con i ricavi del bilancio precedente.

Per il 2012 il Governo ha stanziato un contributo di 2 milioni di euro, certamente pochissimo per uno spazio museale ed espositivo così importante e impegnativo.

Il Ministro precisa: avviare un procedimento di commissariamento non significa commissariale, è un atto dovuto.

Ma intanto tutto il mondo della cultura, e non solo, si mobilita sottolineando il danno di immagine e credibilità che questa notizia ha causato in Italia e all’estero.

Anche i sostenitori privati del museo, che, prima ancora dell’apertura al pubblico, sul modello anglosassone avevano dato vita a “I live Maxxi” raccogliendo in due anni circa 800 mila euro di contributi, hanno fatto sentire la loro voce. Federica Tittarelli ci riporta il profondo disagio del gruppo.

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