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Agli Uffizi arriva il "Caravaggio olandese"

La Galleria degli Uffizi proponeva nel 2015 la prima monografica su Gerrit Van Honthorst più conosciuto da noi come Gherardo delle Notti.

Il nome " italiano" di questo importante pittore olandese del Seicento fa riferimento alla particolare capacità di questo artista d ritrarre scene a lume di notte con suggestivi effetti luministici, generati dall'intenso chiarore della luce della candela,  contrapposti alle ombre. Il riferimento non può che  essere  Caravaggio, tanto più  che Gherardo, giunto in Italia probabilmente intorno al 1610 vi rimase fino al 1620, quando decise di tornare nella nativa Utrecht ed ebbe dunque modo di conoscere direttamente la pittura del Merisi.  

L' esposizione fiorentina presentava circa l' 80% della sua produzione italiana, quella più ricca e densa di novità stilistiche, ma non mancavano diverse tele dipinte in Olanda e quadri di altri pittori da lui influenzati.  Un artista  i cui quadri ormai hanno raggiunto quotazioni ragguardevoli  sul mercato internazionale e che sta riscuotendo un' attenzione critica sempre maggiore. Per scoprirlo meglio  abbiamo parlato con il curatore della mostra Gianni Papi che ci ha spiegato, tra le  altre cose,  perchè Gherardo abbia ben poco da invidiare a Caravaggio.

 

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