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Al Colosseo rinascono tre tesori archeologici distrutti dall`Isis

Al Colosseo è in corso la mostra “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”  che propone la ricostruzione in scala 1:1 di tre importanti monumenti distrutti nel corso dei tragici eventi che da oltre 5 anni stanno insanguinando il Vicino Oriente: il toro androcefalo di Nimrud (Iraq), la Sala d’Archivio di Ebla (Siria) e il soffitto della cella del Tempio di Bel a Palmira (Siria).
Con un eccezionale lavoro di ricostruzione in scala realizzato in Italia, i tre monumenti rivivono al Colosseo fino all’11 dicembre 2016 .
Questi tre importantissimi manufatti distrutti, danneggiati o sviliti dalle guerre e dalla furia iconoclasta nel vicino Oriente si ergono nuovamente davanti ai milioni di visitatori del Colosseo. Lo scopo è sensibilizzare il pubblico internazionale alla conoscenza, alla cultura e alla salvaguardia di luoghi e monumenti, patrimonio dell’umanità.
Per ottenere le copie estremamente fedeli che vengono presentate del toro di Nimrud e del soffitto del Tempio di Bel si è ricorso alla tecnica della stampa in 3D, preceduta da un accurato studio di disegni e fotografie dei monumenti distrutti e seguita dalla copertura dei modelli ottenuti con sostanze plastiche mescolate con polvere di pietra, il più possibile simile a quella originaria dei monumenti, mentre la Sala di Archivio di Ebla è stata riprodotta creando un modello in polistirolo, poi usato per la creazione della copia in vetroresina, più adatta a riprodurre la muratura in crudo.
Paolo Matthiae, archeologo e curatore della mostra, insieme a Francesco Rutelli, sostiene  in questa intervista che questa esposizione è un passo fondamentale per avviare il dibattito e la riflessione sulla ricostruzione di monumenti perduti a causa di distruzioni intenzionali di territori archeologici, come quelli che stanno avvenendo in questi ultimi anni in Siria e in Iraq. L’archeologo ritiene che è un dovere ricostruire la piena integrità delle rovine di questi monumenti devastati, ovviamente secondo progetti scientificamente fondati, in modo che quelle stesse rovine di incomparabile valore, siano restituite con piena e documentata fedeltà, allo stato in cui quelle opere si trovavano al tempo delle distruzione dei nostri giorni.
Aggiunge inoltre Matthiae l’importanza di non lasciare che la nostra cultura occidentale perpetui il culto dell’autenticità e l’originalità dei manufatti e di avvicinarci al pensiero della cultura orientale che al contrario, considera essenziale la continuità con la propria tradizione nel tempo e nello spazio.

Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira

Colosseo

Fino all'11 dicembre 2016

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