Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Aleksandr Deineka

 Aleksandr Deineka

“Chi non resterebbe ammirato dai nostri giorni? Chi rimarrà indifferente? Andrebbero raffigurati con mille pietre preziose il formidabile impeto, l’eroica lotta e gli slanci delle masse proletarie. I quadri della contemporaneità sono il luminoso sogno di un bambino, le fiabe di un proletariato che crea la sua luminosa vita.” (Aleksandr Deineka)  

 

Aleksandr Deineka - Kursk 1899 - Mosca 1969  

 

Pittore ma anche scultore, grafico, progettista di complessi monumentali, pubblicista e docente, Aleksandr Deineka è stato il più importante e famoso interprete dell’arte realista dell’Unione Sovietica. Dopo aver studiato all’Istituto d’arte di Char’kov in Ucraina fino al 1917, con l’avvento al potere del governo dei Soviet capeggiato da Lenin, Deineka - inebriato dalla rivoluzione - iniziò una peregrinazione tra città e villaggi, studiando la letteratura politica e i programmi di partito e incontrando soldati e lavoratori. Rientrato a Kursk lavorò come istruttore alla sezione delle arti e come scenografo teatrale cominciando a dipingere l’epopea di una rivoluzione che presto si trasformò in regime. Sia pure eseguendo gli ordini dei vari comitati governativi che gli imposero temi e stile, si distinse da tutti gli altri protagonisti del Realismo Socialista per una qualità estetica e poetica che travalicava le esigenze propagandistiche di regime. Intrisa di ardimento, ottimismo e grande energia, la sua opera riuscì ad imporsi anche negli Stati Uniti, dove Deineka soggiornò per alcuni mesi tra il 1934 e il 1935 (fatto eccezionale per un artista sovietico) per poi visitare anche Parigi e Roma. Tra i fondatori dell’idea di un’arte genuinamente sovietica, affascinato dalla vitalità della sua epoca, dall’industria e dalla monumentalità, Deineka fu un artista profondamente contemporaneo e aperto che ebbe il merito di ampliare i limiti della pittura, includendovi i nuovi mezzi di espressione artistica quali la fotografia e il manifesto. La sua opera rifletté le diverse fasi della vita del suo paese esprimendo in ogni periodo un diverso linguaggio figurativo. “L’arte” – sosteneva Deineka – “è un po’ l’ideale, il desiderio di un poco di più di ciò che si vede, e di un po’ meglio di ciò che si vive”. Afflitto negli ultimi anni della sua vita dalle limitazioni imposte dal potere alle sue esigenze di ricerca e sperimentazione artistica, fu colpito da una grave forma di depressione e si spense ripetendo alla moglie: “Già tutto visto, so che continuo a girare in tondo. Non voglio più niente”. La sua figura, schiacciata a lungo da pregiudizi ideologici e politici e considerata unicamente nel contesto dell’ideologia sovietica, è stata recentemente rivalutata e inquadrata in una visione più ampia che rende merito alla sua straordinaria carica innovativa in grado di superare i confini storici e sociali entro cui si è sviluppata.

Tags

Condividi questo articolo