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Architettura fascista a Roma

L’urbanista Italo Insolera, considera l’attuale Foro Italico, noto all’epoca come Foro Mussolini, l’edificio, forse, più rappresentativo di quel periodo. Lo stadio viene inaugurato nel 1932, nell’ambito delle celebrazioni per il decennale della marcia su Roma. L’opera è profondamente legata al Partito fascista. Il progetto viene affidato all’architetto Enzo Del Debbio, che propone un’architettura sobria e moderna e circonda lo stadio di aitanti nudi maschili, statue che richiamano lo stile propagandistico fascista ed esaltano le forme degli atleti. Lo Stadio dei marmi è un campo di allenamento, non serviva a nessuno sport in particolare, e avrebbe ospitato i saggi ginnici celebrativi del fascismo, che si svolgevano una volta all’anno. Dieci anni dopo, nel 1942, si aprono le celebrazioni per il ventesimo anniversario della Marcia su Roma e, vista la ricorrenza eccezionale, si pensa a una soluzione straordinaria: l’Esposizione Universale. Nasce, così, l’EUR (Esposizione Universale Roma), da un disegno di Marcello Piacentini. Gli edifici del nuovo quartiere, quasi tutti costruiti secondo il piano originario, seguono uno schema simmetrico e monumentale. In un breve torno di anni, cambia il linguaggio architettonico, cambiano le forme e i volumi, al seguito delle esigenze del regime. Unica eccezione è il Palazzo dei Congressi, progettato dall’architetto Libera, considerato un esempio del timido razionalismo italiano di quegli anni.
 

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