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Andrea Pazienza, 30 anni senza: una mostra romana

"Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile”,  ha detto di lui Roberto Benigni. Sono passati 30 anni dalla prematura scomparsa, a soli 32 anni, di colui che probabilmente è considerato il più eclettico e geniale autore di fumetti italiano di tutti i tempi: Andrea Pazienza. Per l' occasione ARF! Festival e Comicon hanno organizzato «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali, una mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista - con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera. Si va da Aficionados e Le straordinarie avventure di Pentothal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi, passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italianino Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.

Visitando la mostra ci si rende conto di come davvero Pazienza sia  stato, e sia  ancora, l'unica grande rockstar del fumetto italiano. Forse l’unica capace di lasciare veramente il segno su diverse generazioni a partire dalla sua, di parlare da coetaneo a ragazzini di cui oggi sarebbe il nonno. L’obiettivo è quello  di  farlo conoscere bene anche ai ragazzi di oggi, quelli cresciuti a manga e videogiochi, che adorano Zerocalcare ma che magari “quel certo Pazienza” non sanno davvero chi sia. 

Di particolare rilievo la presenza di due opere inedite  presentate in queste sede in anteprima assoluta: una spettacolare pala in 8 tele di Zanardi - di m. 2.40 x 2,40 - che nel 1983 Pazienza dipinse al Luneur di Roma in occasione della manifestazione Ottovolante - Festival della satira, per tanti andati perduta e proprio nel 2018 finalmente ritrovata, e il bellissimo ritratto che Andrea disegnò nell’aprile del 1986 alla morte dell’amico Stefano Tamburini per la copertina di Frigidaire, che in quel momento Vincenzo Sparagna preferì non pubblicare, ma che oggi - in questa occasione - vede nuovamente la luce. 

Andrea Pazienza, trent'anni senza

Roma, Mattatoio

Fino al 15 Luglio 2018

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