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Andy Warhol, Hammer and Sickle, 1977

Da sempre attratto dai simboli, intesi come strumenti di comunicazione popolare, Warhol riprende più volte nei suoi lavori la falce e il martello comunisti. Tra il 1976 e il 1977 il soggetto compare in una serie di serigrafie dipinte e incisioni di varie dimensioni. L’idea viene da un soggiorno trascorso in Italia nel 1975 nel corso del quale Warhol rimane colpito dalla diffusione e dalla quantità di slogan e simboli comunisti che ricoprivano i muri delle città italiane in quegli anni di vivace fermento politico. L’artista acquista i due utensili e scatta una serie di fotografie, modelli per i suoi lavori. Sull’immagine riprodotta sulla tela, Warhol interviene con larghe e irregolari pennellate di vernice rossa e grigia. Il simbolo viene così trasfigurato, diventa una sorta di natura morta, perde il significato ideologico e innesca una riflessione sul rapporto tra ideologia e merce.

Angela Rorro, storica dell’arte, commenta l’opera in collezione presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

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