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Boldini non solo un grande ritrattista

Ha avuto una carriera lunghissima, una straordinaria fortuna ( pur suscitando spesso aspre polemiche sia tra la critica sia tra il pubblico), un percorso artistico caratterizzato da periodi sovente molto diversi tra loro. Stiamo parlando di Giovanni Boldini, il pittore nato a Ferrara nel 1842 e morto in quella Parigi, della cui vita culturale ed artistica fu indubbiamente protagonista importante, nel 1931. La mostra che gli  ha dedicato Forli' nel 2015 non si limitava ad esporre alcuni dei suoi più celebri ritratti, da quello di Verdi a quello di tante splendide figure femminili, ma presentava anche la produzione grafica tra disegni, acquarelli e incisioni. Un altro dei punti di forza di questa vasta ed articolata esposizione era quello di puntare l'attenzione sulla prima stagione di Boldini,  negli anni che vanno dal 1864 al 1870, passati prevalentemente a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli, ritraendo spesso paesaggi toscani e scene di vita agreste in quadri solitamente di piccole dimensioni. Ampio spazio  fu dedicato agli anni vissuti a Parigi, colta nel momento della sua inarrestabile ascesa come capitale mondiale dell'arte, della cultura e della mondanità. Ma forse, il fascino più profondo del grande pittore ferrarese, come ci spiega in questa intervista Gianfranco Brunelli, sta in quei ritratti in cui vediamo raffigurati non solo un corpo ed un volto ma spesso anche l'anima di ci guarda dalla tela.

"Boldini. Lo spettacolo della modernità". Forli', Musei San Domenico, 1 Febbraio - 14 Giugno 2015

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