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Diamoci una mano

Masbedo, Le Voeu, 2014

Fa parte della mostra “Par tibi, Roma, nihil”, presente al Foro Romano e Palatino, il video d’artista “Le Voeu” (muto), del duo Masbedo, composto da Nicolò Massazza (1973, Milano) e Iacopo Bedogni (1970, Sarzana),  che lavorano insieme dal 1999.

Il lavoro video dei Masbedo riassume in poche immagini e in un gesto semplice la narrazione di tutti gli accadimenti che negli ultimi anni stanno sconvolgendo le acque del Mediterraneo, rendendolo culla di orrori e sofferenze. Lo spazio chiuso del Mediterraneo, simboleggiato dalle acque che i due artisti hanno raccolto a Stromboli per questo video, è teatro di una storia circolare e millenaria, di fronte alla quale, però, ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità civiche. Se si considera che i Masbedo si sono da sempre interessati al tema dell’incomunicabilità, da quella di coppia a quella sociale, questo video diventa una speranza, un grido che invoca un gesto, per quanto doloroso, di unione e riconciliazione fra tutte quelle culture che potrebbero arricchire il bacino del Mediterraneo e invece non riescono ad accogliersi: l’arte, sembrano suggerire i Masbedo, può e deve proporre quella solidarietà di cui il mondo contemporaneo ha bisogno.

La parola chiave  che la curatrice Raffella Frascarelli ha scelta per quest’opera è “schiavitù”, pratica che, dal II secolo a.C., diventa vero motore della produzione socioeconomica romana. Gli schiavi romani erano lavoratori che potevano aspirare anche a ruoli a carattere dirigenziale, erano ben istruiti e potevano usufruire di svaghi quali le palestre o i teatri. Quello che distingueva uno schiavo nella Roma antica era l’assenza di un profilo giuridico, che lo rendeva potenziale vittima di ogni genere di sopruso e desideroso di riscattare la propria libertà. La parola chiave scelta per il video dei Masbedo diventa così vero e proprio ponte fra la storia antica e la società contemporanea.

 “Par tibi, Roma, nihil” (“Nulla come te Roma”) è l’esclamazione di meraviglia di Ildebrando de Lavardin dinanzi alle rovine della Roma tardo antica. Questa esclamazione ha dato il titolo alla mostra, ideata da Monique Veaute, ospitata nel 2016 all’interno della Domus Severiana, dello Stadio Palatino e del peristilio inferiore della Domus Augustana, luoghi dei Fori Imperiali che riaprono al pubblico dopo lungo tempo. Anche grazie al sostegno di Romaeuropa Festival e della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, le opere della collezione Nomas Foundation ha costruito  un percorso che apre il dialogo tra archeologia e arte contemporanea.

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