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Dopo 18 anni di scavi ecco finalmente la mostra sugli Etruschi ed il loro "Luogo Celeste"

 Il Luogo Celeste” è  il titolo della mostra, che l’Associazione Campo della Fiera Onlus ha dedicato al Fanum Voltumnae, il santuario federale della Lega Etrusca dove periodicamente si riunivano i rappresentanti delle dodici principali città per prendere decisioni in comune. Ospitata presso il Musée National d’Histoire et d’Art di Lussemburgo fino  al 2 settembre, questa mostra prevede l’esposizione di oltre 1200 reperti rinvenuti grazie al lavoro della Professoressa Simonetta Stopponi e dei suoi collaboratori in 18 anni di scavi nell’area di Campo della Fiera di Orvieto (TR).

Era dunque davvero ora che un' esposizione raccogliesse e mostrasse al pubblico i tanti reperti ritrovati e permettesse di capire l' importanza ed il significato del sito riportato alla luce.Un percorso articolato in ordine cronologico illustra il ruolo politico e il significato religioso del santuario nel corso della storia. Un’introduzione sulla civiltà etrusca e sulla città di Orvieto presenta inoltre l’area di scavo nella sua interezza, descrivendo un sito dove sono emersi una grande via processionale e quattro templi. Tali rinvenimenti hanno dato pertanto evidenza alle fonti classiche che lo indicavano come il luogo dove i magistrati e gli abitanti d’Etruria si recavano ogni anno per celebrare riti, giochi, mercati e manifestazioni agonistiche e teatrali.

Una base lapidea di statua bronzea, rapinata dai conquistatori romani, accompagna il visitatore nel cuore della mostra. Incisa sulla base, una lunga iscrizione in lingua etrusca databile al 510 a.C. ha rivelato il nome con cui gli Etruschi chiamavano il santuario, definito appunto “Luogo Celeste”. Il percorso prende avvio dal periodo di maggiore fioritura, fra VI e IV sec. a.C., con un’ampia selezione di reperti di eccezionale qualità tra cui un braccio di grandi dimennsioni appartenente a una statua di culto, teste femminili in terracotta e preziosi vasi greci.

In un’importante sezione dedicata alla Via Sacra, vengono poi mostrati altari, frammenti marmorei greci e terrecotte architettoniche.

Numerose basi in pietra documentano quanto ricordato da Plinio: il saccheggio di oltre duemila statue di bronzo da parte dei Romani al momento della presa della città e ulteriori materiali attestano la continuità di culto non solo in epoca romana, ma anche in età cristiana con testimonianze di quella che è stata riconosciuta come la Chiesa di San Pietro in Vetere, eretta fra XII e XIII secolo.

L’ultimo documento che menziona la Chiesa risale al 1350, data che coincide con la deposizione multipla di vittime della peste nera del 1348. In seguito, il sito continuò ad essere sede di mercati e proprio a ciò si deve l’attuale toponimo Campo della Fiera.

Non resta che augurarsi di poter presto poter vedere la mostra anche in Italia !

"Il Luogo Celeste. Gli Etruschi e i loro dei. Il santuario federale di Orvieto"

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 Musée National d’Histoire et d’Art di Lussemburgo fino  al 2 settembre. 

 

 

 

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