Eliseo Mattiacci si racconta

Eliseo Mattiacci (Cagli, Pesaro, 1940), scultore marchigiano, in gioventù precursore dell`Arte povera, si è sempre distinto per l`uso spregiudicato di vari materiali, soprattutto metallici, più o meno malleabili. Nell’intervista l’artista parla della sua iniziale folgorazione per i metalli e del successivo utilizzo di altri materiali, vetro, sabbia, tubi flessibili e magneti, oltre che del fondamentale abbandono da parte sua di qualsiasi monumentalità della scultura con l’azzeramento della base.
L’intenso rapporto di Mattiacci con il suo paese natale, Cagli, è testimoniato dall’allestimento, voluto dallo scultore, di un’esposizione permanente di sculture contemporanee, sue e di altri, nel Torrione della città.
Al centro di tutta la sua opera, afferma Mattiacci, c’è l’idea, non intesa come progetto razionale e globale, bensì come intuizione immediata e imprevedibile.

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