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Ettore Spalletti. Lo spazio che accoglie lo sguardo

Nello studio di Cappelle sul Tavo (Pe) Ettore Spalletti, assieme alla moglie e alle sue assistenti, racconta davanti alle telecamere la propria arte, il difficile atto creativo e la sua passione per la pittura. Inoltre il documentario intende restituire la dimensione più privata di Spalletti, al di fuori della ufficialità del sistema dell'arte, filmando l'artista mentre progetta una installazione o si diletta nel tempo libero.
Osservando un quadro di Ettore Spalletti si ha come l'impressione che la sua arte sia vigorosamente declinata al tempo presente e che esprima al meglio la contemporaneità. Ad una attenta lettura del testo visivo, però, si prende coscienza che la forza di Spalletti risiede anche nel fatto che il suo lavoro nasce dall'arte del passato e dalla percezione del paesaggio italiano. Le opere di Spalletti danno l'opportunità di capire come l'arte contemporanea sia una sintesi di tutta l'arte del passato a cui aggiungere le tensioni e le contraddizioni del nostro tempo. Non dobbiamo dimenticare che l'artista abruzzese dimostra un vero e proprio culto per la bellezza, da intendersi come perfetta misura rinascimentale dello spazio-colore. Le alchimie cromatiche di Spalletti individuano quattro colori fondamentali del suo universo pittorico ma anche della nostra dimensione esistenziale: l'azzurro dell'atmosfera, in cui viviamo e respiriamo; il rosa incarnato del nostro corpo; il grigio come sintesi cromatica della percezione e infine il bianco, struttura primaria su cui costruire l'opera.
Infine Spalletti insegue da sempre un'utopia: restituire l'essenza del colore nel colore per farlo percepire nell'aria come se ci si trovasse a galleggiare in una dimensione cromatica pura. In sintesi muoversi liberamente dentro un acquario atmosferico costituito da luce e colore.

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