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Factum Foundation tutela l`arte per le future generazioni

La Factum Foundation esegue un meticoloso monitoraggio dello stato di conversazione del patrimonio culturale senza nemmeno sfiorare l’oggetto preso di mira, che esso sia una tela, una scultura o persino la tomba di un faraone.

L’organizzazione fondata nel 2009, con sedi a Madrid, Londra e Milano, usa le nuovissime tecnologie di registrazione che permettono studi approfonditi delle tecniche artigianali dei nostri antenati.  A volte il monitoraggio è finalizzato a re-materializzare un facsimile ad alta risoluzione dell’oggetto studiato: così in Svizzera l’anno scorso la Factum Foundation ha potuto re-materializzare  due camere della tomba faraonica di Seti costruito   tra il 1290 e il 1279 aC in Egitto, grazie alla collaborazione con l'Antikenmuseum e l’Università di Basilea, in occasione della mostra Scanning Seti: The Regeneration of a Pharaonic Tomb.

I danni e la distruzione di siti culturali causati dal turismo di massa, dai conflitti armati, da azioni iconoclaste, dai segni del tempo, dagli obblighi commerciali, da restauri non corretti e da disastri naturali hanno fatto sì che si rivalutasse l’importanza di copie ad alta risoluzione. Queste metodologie stanno aiutando i visitatori a comprendere le criticità coinvolte nella conservazione e stanno portando ad una rinegoziazione del rapporto tra originale e autentico.

Nessun metodo è universalmente valido.

I metodi utilizzati da Factum Foundation che non necessitano di contatto, stanno avendo un impatto sempre maggiore sul mondo della conservazione e stanno ridefinendo il ruolo della copia nel processo di tutela del patrimonio artistico e culturale.

Laddove le tecnologie digitali esistenti non bastano per eseguire l’incarico richiesto, i specialisti della Factum Foundation ne concepiscono altri creati ad-hoc, superando limiti, che solitamente separano la tecnologia dalle capacità artigianali e individuando il corretto sistema per la corretta applicazione.

Le registrazioni 3D ad alta risoluzione di luoghi, monumenti e artefatti ci permettono di monitorare, studiare, spiegare e capire la storia culturale condivisa, ed è essenziale che i vasti archivi di dati 3D e a colori siano immagazzinati in modo sicuro.

L’informazione digitale acquisita viene utilizzata per la documentazione, il monitoraggio e la produzione di copie in 2D e 3D che conservano la complessità della superficie e le caratteristiche originali. Aspetto fondamentale del lavoro è il ruolo svolto dai facsimile e il concetto di realismo. L’obiettivo di molti progetti realizzati da Factum Foundation è quello di dimostrare come le nuove tecnologie possano assumere un ruolo centrale nella conservazione preventiva di luoghi del patrimonio e possano modificare l’atteggiamento verso l’utilizzo di dati digitali (sia virtuali che fisici) nella gestione e conservazione del patrimonio culturale.

Negli ultimi anni Factum Foundation ha lavorato con il Musée du Louvre, il British Museum, il Pergamon Museum, il Museo del Prado, la Biblioteca Nacional di Madrid, la Fondazione Giorgio Cini, il Concilio Supremo delle Antichità in Egitto e molti altri musei, istituzioni e soggetti privati.

Guendalina Damone, responsabile della sede di Factum Foundation a Milano, illustra le attività della Fondazione a RAI ARTE.

 

 

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