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Fortunato Depero

 Fortunato Depero

Fortunato Depero - Fondo, Trento, 1892 - Rovereto 1960  

 

Depero si forma presso la Scuola Reale Elisabettiana a Rovereto (città in cui trascorre l’intera vita), un istituto di grande rigore artigianale dove ha modo di acquisire manualità e giocosità degli oggetti elaborati. È una vena che continua e si approfondisce lungo tutto l’arco di attività che conserva sempre una spiccata qualità artigianale, antintellettualistica e ludica fra i propri interessi preminenti. Nel 1913 pubblica Spezzature. Impressioni – Segni e Ritmi, un insieme di poesie e pensieri accompagnati da disegni e sempre nello stesso anno, a Roma, si avvicina al futurismo, alle cui idee sarà fedele fino alla fine. Conosce Giacomo Balla e Filippo Tommaso Marinetti e prende parte a letture, azioni, mostre, con opere in cui nella stilizzazione delle figure e nel carattere falcato dei profili si avverte un bisogno di evidenza e di semplificazione. I dipinti di questi anni (Plastica astratta, Astrazioni sonore, 1914; Scoppio di granata, 1915) indicano la volontà di integrare nell’opera suoni e luci, cioè di fare delle forme e delle loro mutevoli relazioni una fonte non solo visiva di sorpresa e di emotività. Qui e in qualche scultura-giocattolo in legno, si nota un tono favoloso che ricava da un semplificato folclore, senza rinunciare a rutilanza e colorismo in coincidenza con i dettati di modernità futurista. Da questi dettami nasce nel 1914 lo scritto Complessità plastica – Gioco libero futurista – L’essere vivente artificiale, che l’anno successivo confluirà, in parte, nel manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, firmato con Balla. Le sue indagini su forme e suoni (o rumori) sfociano in una importante attività di scenografo, nel 1916 con Mimismagia e con una collaborazione con lo scrittore Gilbert Clavel e con i musicisti Casella e Malipiero, con i Balli Plastici del Teatro dei Piccoli. L’intensa attività teatrale porterà a un balletto con personaggi in panni di formulazione geometrica, il grottesco Anniccam 3000, in cui il mito meccanico è rovesciato in direzione giocosa. Nel 1919, insieme alla moglie Rosetta, fonda a Rovereto una Casa d’arte memore delle tradizioni d’arte applicata e decorativa, in cui l’innesto del particolare futurismo di Depero trova una naturale concretizzazione: vengono creati cuscini, giocattoli e soprattutto arazzi, accanto a cartelloni pubblicitari e le più svariate invenzioni. Il riconoscimento di questa attività avviene a livello internazionale, in occasione dell’Esposizione delle arti decorative a Parigi, nel 1925. L’attività di allestitore e decoratore (ad esempio del Cabaret del Diavolo, a Roma, 1921-1922), di tecnico pubblicitario (ad esempio per la Campari, per cui realizza oltre cento celebri bozzetti), lo porta spesso fuori dall’Italia, a Parigi o a New York. Nel 1931 pubblica il Manifesto dell’arte pubblicitaria, in cui scrive che l`immagine pubblicitaria doveva essere veloce, sintetica, fascinatrice, con grandi campiture di colore a tinte piatte, per poter così aumentare la dinamicità della comunicazione. A partire dalla metà degli anni Trenta, si ritira sempre di più nel Trentino: la partecipazione alle attività ufficiali futuriste si fa sempre più rara, con una progressiva emarginazione dal movimento. Nel 1957 inizia ad allestire, a Rovereto, la Galleria Museo Depero che viene inaugurata nel 1959 e che costituisce oggi una delle sedi del Mart. Vi sono esposti, a rotazione, dipinti, disegni, arazzi, collages, manifesti, locandine, mobili, giocattoli e prodotti d`arte applicata dell’artista.

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