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Giappone. Terra di incanti

 Giappone. Terra di incanti

L’evento è articolato in tre distinte mostre ognuna delle quali
è ospitata nei diversi musei del Palazzo.

Il Museo degli Argenti ospita la mostra Di linea e di colore. Il
Giappone, le sue arti e l’incontro con l’Occidente
dedicata all’arte
antica del Giappone, collocabile in un arco cronologico che va dalla
metà del Cinquecento alla metà dell’Ottocento; qui si ripercorre
l’evoluzione di trecento anni di arte giapponese attraverso opere di
qualità eccellente. Pittura, calligrafia, scultura, lacche, ceramiche,
metalli, tessuti in un raffinato caleidoscopio di “linee e di colori”
appunto. L’essenza di un’estetica davvero originale, nella quale si
miscelano alla perfezione la semplicità e la sintesi concettuale di un
saggio di calligrafia oppure di una tazza per la cerimonia del , con
la ricchezza cromatica, la profusione aurea e la minuzia del dettaglio
di un paravento della scuola Rinpa o di un manufatto laccato.

La Galleria Palatina ospita in Sala Bianca l’eccellenza dell’arte
giapponese di epoca moderna e contemporanea nella mostra L’eleganza
della memoria. Le Arti decorative nel moderno Giappone
, curata dal
National Museum of Modern Art di Tokyo. Sono esposte opere degli artisti più rappresentativi delle arti
decorative giapponesi dal XIX secolo ai giorni nostri, tutte proprietà
di tre importanti istituzioni museali nazionali nipponiche. Attraverso
questa esposizione è possibile comprendere come l’eredità della
tradizione artistica giapponese si sia evoluta fino ad oggi dando vita
ad una nuova forma di espressione estetica.

La Galleria d’arte moderna, nella Sala del Fiorino, accoglie la
sezione della mostra dedicata al Japonisme dal titolo Giapponismo.
Suggestioni d’Oriente tra Macchiaioli e anni Trenta del Novecento
.
Un nucleo di opere realizzate tra gli anni Settanta dell’Ottocento e i
Quaranta del Novecento da protagonisti dell’arte italiana, come
Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe De Nittis e Mariano
Fortuny, nelle quali si avverte netta l’influenza dell’arte
giapponese.

Così come accadde nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, anche in
Italia la moda per il Giappone, la sua cultura, i suoi costumi e le
sue arti si diffuse capillarmente. Fiorirono collezioni di arte
giapponese, si promossero studi su quella cultura e, inoltre, molti
italiani si recarono e fecero fortuna in quel paese. Anche gli artisti
italiani, come quelli del resto d’Europa, subirono il fascino
dell’arte giapponese, fino ad allora completamente sconosciuta. Ne
ammirarono l’uso calligrafico della linea, l’ardito accostamento di
colori vivaci, il taglio dinamico delle scene, le novità nella scelta
dei temi, soprattutto quelli ispirati dal mondo della natura.
Così le loro opere si schiarirono, pervase da una luce nuova, le
modulazioni cromatiche si ampliarono, mentre sempre più frequentemente
reali oggetti di arte giapponese si inserirono nelle composizioni
conferendo un tocco di esotismo.

Firenze Museo degli Argenti, Galleria palatina e Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Strozzi, 3 aprile - 1 luglio 2012

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