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Gli oggetti innocenti di Orhan Pamuk

Un romanzo e i suoi personaggi, uno scrittore dalla forte vocazione artistica, due città, un museo nel museo. Una mostra milanese rende omaggio alle visioni narrative di Orhan Pamuk e mette in scena un complesso dispositivo che intreccia letteratura, arti visive e una lucida riflessione sull’identità e la funzione dei musei nella società contemporanea. Un percorso che parte da Istanbul, dove parallelamente alla scrittura del romanzo Il Museo dell’innocenza, pubblicato nel 2008, Pamuk crea il museo omonimo e arriva a Milano, alla Casa Museo Bagatti Valsecchi, dove la mostra Amore Musei Ispirazione (curata da Lucia Pini e Laura Lombardi) ripropone, in una forma più concentrata, i contenuti del museo turco. Luogo non neutro, la dimora ottocentesca dei fratelli Bagatti Valsecchi, non semplice contenitore di una storia estranea ma spazio prediletto dallo scrittore e dal protagonista del romanzo che (quasi sulla scia delle memorie proustiane) muore dopo averlo visitato. L’esposizione racconta la storia d’amore di Kemal e Füsun, ambientata nella capita turca negli anni Settanta e Ottanta, attraverso ventinove teche, contenenti immagini e oggetti dalla forte capacità evocativa. Una poetica che si riconnette sia alla tradizione cinquecentesca delle Wunderkammer, sia alla pratica novecentesca dell’objet trouvé inaugurata da Marcel Duchamp, ancora vitale.

“Il futuro dei musei è dentro alle nostre case” scrive, nel suo Modesto manifesto, Orhan Pamuk. Il Museo dell’innocenza, inaugurato nel 2012 nei vicoli della Istanbul più connotata, ha ottenuto, due anni dopo, l’European Museum of the Year Award, riconoscimento che viene conferito ogni anno ai migliori spazi museali europei.

Milano, Museo Bagatti Valsecchi: Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano, fino al 24 giugno 2018

 

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