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Google Art Project: il museo accessibile a tutti

Il progetto è nato un anno fa ed è andato crescendo rapidamente, tanto che recentemente Google ha presentato un significativo ampliamento dell’iniziativa. “Un anno fa – spiega Amit Sood, group manager Art Project – siamo partiti con 9 nazioni, 17 musei, 400 artisti e più di 1000 opere. Oggi siamo arrivati a 40 nazioni, 151 musei, 6000 artisti e oltre 30.000 opere d’arte ‘zoomabili’ in altissima risoluzione”. Dai graffiti di strada brasiliani all’Annunciazione di Garofalo dei Capitolini, dalle arti decorative islamiche al Trittico Santiniketan di Nuova Dehli, il sito consente una ricchissima visita virtuale resa eccezionale dall’altissima risoluzione di cui i tecnici si sono avvalsi nel riprendere questi capolavori. Uno strumento profondamente democratico perché accessibile a tutti, ovunque nel mondo.

L’iniziativa è nata come un “progetto 20%”, cioè uno dei progetti che nascono dal 20% del tempo che i collaboratori di Google possono dedicare ad elaborare idee personali. Un gruppo di googler appassionati d’arte si sono prefissi l’obiettivo di portare on-line alcuni dei più importanti capolavori d’arte. Inizialmente sono riusciti a coinvolgere 17 musei nel mondo e a pubblicare le opere più famose lì conservate. Dal momento in cui è stato aperto il sito ci sono stati 20 milioni di contatti. Il successo di questa iniziativa ha avuto una tale risonanza da convincere i manager di Google ad ufficializzare il progetto e di inserirlo nel Google Cultural Institute. E’ diventato oggi uno dei progetti più avanzati di Google, che risponde appieno alla missione che il colosso informatico si è prefisso, ovvero organizzare le conoscenze del mondo e renderle accessibili gratuitamente a tutti gli individui.

Così cambia la figura del mecenate nel XXI secolo.

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