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Gravità quantistica, storia dell’arte e buchi neri. Un viaggio quantistico con Luca Pozzi

Luca Pozzi crea le sue opere indagando le relazioni tra arte e scienza, dalla fisica alla cosmologia e all’informatica, e i loro possibili effetti sulla percezione umana.

Attualmente espone a Bologna in una mostra a cura di Maura Pozzati. L'artista ha creato l'opera  site-specific  “The Grandfather Platform” per la sala Carracci di Palazzo Magnani capace di fare dialogare l’antico con il contemporaneo, il mondo e la storia del Rinascimento con quello delle scoperte scientifiche del prossimo futuro.

Oltre a permettere di ammirare a distanza ravvicinata l’alto fregio dei Carracci, la piattaforma suggerisce un viaggio dimensionale quantistico tra tempi diversi non linearmente interconnessi: dalle prospettive futuristiche della cosmologia e della fisica teorica del nuovo millennio, al 753 a.C., anno della fondazione della città di Roma ed epicentro culturale non solo del nostro paese ma probabilmente dell’Europa intera.

Grazie alla trasformazione del sistema d’illuminazione della sala e all’ideazione della piattaforma, Luca Pozzi costruisce un ambiente spazio-temporale meditativo a cinque metri di altezza incentrato sul concetto di identità. Un’infrastruttura architettonica illusionistica che, facendo proprie le ardite tecniche pittoriche del 1590 dei fratelli Annibale e Agostino e del cugino Ludovico, arriva a simulare la presenza di un gigantesco buco nero grazie ad un collage digitale riprodotto sul pavimento.

Il visitatore è invitato a fluttuare nello spazio tra la Missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Fermi Telescope (Nasa e INFN), il Laser Interferometer Space Antenna (LISA) e la leggendaria “Sleeping Muse” di Constantin Brancusi.

Un’applicazione di realtà aumentata per smartphone inoltre, scaricabile gratuitamente dalla piattaforma BEPART su Google Play ed Apple Store, permette l’osservazione di un evento del passato recente realizzato dall’artista. Azionando l’applicazione si attiverà automaticamente la fotocamera del cellulare e puntando gli affreschi appariranno, come congelate nel tempo, palline da tennis tridimensionali, sospese nel punto esatto del lancio reale documentato da Luca Pozzi nell’inedita serie fotografica Wilson Tour Carracci.

La piattaforma d’artista è completata anche da altri elementi installativi che proseguiranno nelle sale adiacenti della Quadreria. In primis uno scatto fotografico del "Wilson Tour Carracci" per l'appunto, tratto dalla scena la “Battaglia tra Romani e Sabini” e “Dragon’s Eggs”, sculture in bronzo lucidate a specchio equipaggiate da una serie di rivelatori di particelle realizzati in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Si ringrazia Alessandro Guasconi per la realizzazione del sottofondo musicale del servizio, eseguito con campane tibetane armoniche.

 

The Grandfather Platform

Palazzo Magnani, Bologna 

Fino al 30 marzo 2018

 

Luca Pozzi (Milano, 1983) è un artista visuale. Ispirato dai mondi dell’arte, della fisica, della cosmologia e dell’informatica, dopo aver conseguito una laurea in pittura e specializzazioni in computer grafica e sistemi informatici, collabora con visionarie comunità scientifiche tra cui la Loop Quantum Gravity (PI), il Compact Muon Solenoid (CERN) e il Fermi Large Area Telescope (INFN, NASA). Ha esposto presso importanti musei e gallerie in Italia.

Vedi anche:   Luca Pozzi

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