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Hans Memling e l`Italia

Alle Scuderie del Quirinale nel 2014 si realizzò per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata a Hans Memling, pittore tedesco che si trasferì a Bruges nei Paesi Bassi e divenne protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo. Il progetto espositivo di Till-Holger Borchert, curatore del Memling Museum di Bruges, riuniva una lunga serie di olii su tavola, dalle pale d’altare monumentali ai trittici portatili, ai dipinti devozionali, oltre ai famosi ritratti, per mettere in luce, in particolare, l’aspetto del mecenatismo nella carriera dell’artista e l’influenza che la sua opera ebbe presso i maestri del Rinascimento fiorentino. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges, traendo grande vantaggio dalla reputazione della precedente generazione di Primitivi fiamminghi, in particolare Jan Van Eyck e Rogier Van der Weyden. Fin dall'inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane. Fine ritrattista, senz’altro uno dei più grandi della sua epoca, Memling realizzò una sorprendente galleria di volti, tra cui quelli che erano in mostra: Ritratto di giovane dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - un prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -, Ritratto di donna di collezione privata Usa, Ritratto di uomo dalla Frick Collection di New York -, e il Ritratto di uomo con moneta romana proveniente dal Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.

 

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