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I Robodroidi di Saskia Corso

Robot che prendono vita e saltano fuori dalla catena di montaggio, per sviluppare i tratti negati della propria personalità e intraprendere percorsi inaspettati. 

I Robodroidi diventano umani, decidono di prendersi il proprio tempo, di rifiutare la corsa al massimo della potenza per cui erano stati costruiti, per adagiarsi su un regime minimo, più idoneo a favorire lo sviluppo di una presa di coscienza che, a partire dal difetto individuale, diventa potenza creativa.

Un percorso che non può prescindere da quello dell'artista che li ha immaginati e ha dato loro forma: Saskia Corso, classe 1974, di padre romano e madre olandese, viaggiatrice ed esploratrice del mondo underground. I Robodroidi sono per lei dei giocattoli, che si aggirano tra gli spazi chiusi e le vie della città, ricongiungendosi con la materia prima da cui provengono: plastica e metalli, materiali di riciclo, tutto ciò che la gente butta via.

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