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Il fotografo tedesco Hans-Christian Schink, borsista a Villa Massimo

Vincitore di una delle dieci borse di studio dell'Accademia Tedesca di Roma, il fotografo Hans-Christian Schink è ospite a Roma dallo scorso febbraio presso la suggestiva sede di Villa Massimo.

Nato a Erfurt nel 1961, Schink studia fotografia a Lipsia fino al 1991, formandosi quindi nel clima politico che porterà alla caduta del muro di Berlino e al crollo della Repubblica Democratica Tedesca.

Questi avvenimenti influenzeranno la sua ricerca, portandolo a interrogarsi spesso sui cambiamenti delle città e delle architetture urbane a seguito dei paralleli avvenimenti politici ed economici. Seguendo questo interesse, Schink giungerà in Corea del Nord nel 1989 per documentare la dittatura politica, cercando testimonianze in luoghi allo stesso tempo simbolici e comuni come le fermate della metropolitana, dove dominano le immagini del potere di Kim Il-sung.   

Fra i progetti dedicati a Roma c'è un'importante serie di scatti sul quartiere Eur, una porzione di città in cui è ben visibile la convivenza di un'architettura di preciso stampo propagandistico e le successive trasformazioni apportate dalla Roma contemporanea. Per esaltare le strutture e le loro geometrie, Schink sceglierà di scattare in bianco e nero e nei fine settimana di agosto, negli orari in cui le strade sono ancora deserte. Stessa scelta, ma questa volta a colori, per il progetto dedicato all'acquedotto Claudio di Roma o alle molto diverse immagini della Birmania, scatti in cui il fotografo cerca di documentare la coesistenza di tradizione e modernità, strutture religiose e geometrie della città attuale. 

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