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Il Futurismo e le arti applicate

Nel primo decennio del ‘900, si sviluppa la prima vera avanguardia italiana, il Futurismo. L’intenzione sincera dei suoi ispiratori era il rinnovo totale di ogni aspetto del vivere, la “ricostruzione futurista” della realtà, dell’universo tutto, finalizzata alla creazione dell’”uomo nuovo”.  Il movimento rivendica l’aspirazione ad una rivoluzione totale del mondo, non solo estetica ma concretamente legata alla vita quotidiana, ed investe così tutti i settori della creatività, dalle arti figurative all’architettura alle arti applicate alla moda fino alla musica e alla cucina.  E’ del 1916 il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo redatto da Giacomo Balla e Fortunato Depero, non solo pittori ma veri e propri precursori della figura del designer, autori di mobili, abiti, oggetti, che presentano una iconografia in linea con la ricchezza figurativa e cromatica dell’arte futurista.  Nel 1919, Depero fonda a Rovereto la Casa d’Arte Futurista, dove disegna e realizza oggetti, mobili, giocattoli e i famosi arazzi ad intarsio di panno in analogia con le tendenze europee di quegli anni.  A Roma, Giacomo Balla realizza la stessa operazione con Casa Balla, nella quale lavorano anche le figlie e la moglie del grande pittore.  Gli oggetti futuristi non usciranno mai dalla dimensione dell’artigianato ma è fondamentale la loro portata rivoluzionaria per la cultura italiana: l’arte in costante collegamento con la vita quotidiana, l’integrazione continua tra arte e vita, l’artista inserito nella dimensione sociale.  Il movimento è stato fondamentale per dare impulso alla società italiana nella direzione della successiva dimensione industriale.  Ne parla lo storico dell’arte Enrico Crispolti, esperto del movimento.

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