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Il museo per le scarpe d’artista esiste

Una ventina di  anni fa, una coppia di calzolai belgi,  Vreelann Swenters e suo marito Pierre Bogards, hanno avuto un’idea strana: appassionati di arte contemporanea e di scarpe hanno deciso di fondere le loro passioni e hanno iniziato una collezione di scarpe d’artista. 

Così, in tempi in cui esistevano solo elenchi telefonici e fax hanno iniziato una ricerca di artisti  famosi da coinvolgere nel loro progetto.

“Gentile artista, ci donerebbe un paio di sue vecchie scarpe indossate  durante la creazione di una sua opera?” è stata più o meno questa la domanda che gli artisti si sono vista recapitare per fax o per posta.

Non sempre la loro richiesta è stata raccolta con spirito collaborativo, ma oggi la loro collezione può vantare nomi prestigiosi come Bill Viola, Claes Oldenburg  Gerard Richter, Merce Cunningham, Arman, Richard Long e  Edward Kienholz. Gli artisti italiani, insieme agli artisti tedeschi, sono stati i più entusiasti nel aderire al progetto: tra essi  Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Aldo Mondino, e Silvio Merlino.

I doni degli artisti che hanno reagito positivamente alla richiesta della coppia sono in molti casi diventati vere proprie opere e  per questo la collezione si chiama SONS, Acronimo per Shoes Or No Shoes (scarpe o non scarpe)

E  così, se oggi ci rechiamo al museo più curioso al mondo, il Museo delle Scarpe in Belgio, possiamo vedere più di 1200 paia di  scarpe d’artista.

Il museo contiene inoltre una collezione di scarpe “etnografiche” (più di 2700 paia provenienti da 155 paesi diversi), una collezione di scarpe di designer, una selezione di scarpe disegnate nei fumetti oltre a una raccolta di estratti di testi d’autore sull’argomento “scarpe”.

Se vuoi saperne di più: http://www.shoesornoshoes.com

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