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Il nuovo corso del Museo d`Arte Contemporanea di Roma

L’indagine sulle potenzialità evocative e musicali della voce umana di Piero Mottola, il corpo a corpo con il pubblico di Cesare Pietroiusti, impegnato per undici ore in un autoritratto narrativo del tutto privo di immagini, gli emigranti di Pietro Ruffo, i Takète di Gianfranco Notargiacomo, l’omaggio in chiave pop di Ria Lussi a Giordano Bruno, ”indimenticabile genio, convinto che attraverso la trasmissione di arti e saperi la società potesse rinnovarsi illuminandosi”. Sono soltanto alcuni frammenti, alcuni possibili percorsi che i visitatori possono intercettare al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, dove dal 1 ottobre 2018 è stato avviato un progetto speciale per riconfigurare l’identità e la missione di questa importante istituzione della Capitale.

Per quindici mesi, fino al 31 dicembre 2019, l’attività del Macro sarà caratterizzata da un palinsesto quotidiano di eventi, incontri, lectio magistralis, laboratori, installazioni, performance. “Macchina maieutica”, spazio privilegiato d’interazione di saperi e discipline, il Macro Asilo sposta i riflettori dal manufatto al processo creativo, dall’opera d’arte al suo artefice, nel tentativo di esplorare le innumerevoli forme di ricerca avvicinando il pubblico ai linguaggi della contemporaneità.

Un dispositivo complesso, ideato da Giorgio de Finis, che ha dato impulso anche al rinnovamento degli ambienti del Macro suddivisi in aree tematiche, tra cui gli atelier, finestre aperte sui lavori in corso degli artisti. Unica esposizione permanente, la quadreria offre una selezione della Collezione del Museo e si arricchisce dell’opera “abitabile” donata al Macro da Michelangelo Pistoletto, il Tavolo dei Tavoli, simbolo di una rigenerazione nel segno del dialogo e del confronto.

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