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Il passare oltre di Nico Vascellari

Nico Vascellari, classe 1976, originario di Vittorio Veneto (TV), è probabilmente considerato uno dei migliori performer attivi oggi nel panorama artistico internazionale, tanto che fra i suoi “fan” può vantare persino Marina Abramovic, che conosce e segue da tempo il suo lavoro.

La prima opera di Vascellari che fece innamorare del suo lavoro Abramovic fu Nico & the Vascellaris, con la quale a Trento, nel 2005, ha vinto il Primo Premio Internazionale della Performance, anche grazie proprio a Marina Abramovic, che presiedeva la giuria del concorso.

Durante la performance l’artista ha improvvisato una canzone, "Hotel", sulle note di una melodia suonata dalla sua stessa famiglia (madre al basso, padre alla batteria e sorella alla chitarra) che lo circonda per sorreggere gli elementi che riempiono la scena: i suoi genitori reggono, non senza qualche difficoltà, una grande tavola di legno sopra la sua testa, una via di mezzo fra un tetto ed un soffitto opprimente; la sorella tiene una grande insegna al neon con la scritta Nico & the Vascellaris.

Un tenero debutto nella performance art per Vascellari che soprattutto fino ad allora era un musicista punk hardcore, parte di un gruppo dal nome With love.

La musica è fondamentale nel lavoro di Vascellari, che sa bilanciare l’uso di sonorità forti e il coinvolgimento fisico di sé. Eppure sa anche giocare con i mille aspetti della sua attività. Ad esempio, nel caso di Great Circle, lavoro in cui le immagini raccolte  da ben tre sue performance diverse ha come sottofondo una musica suonata proprio dal suo stesso gruppo.

La differenza dei due mondi, quello dell’arte e quello della musica, risultano immediatamente percepibili agli spettatori, che non riescono quindi ad evitare una certa sensazione di disagio.

Il disagio, inoltre è proprio il centro di un’azione svolta agli inizi della performance presentata ad Artissima nel 2009, Jesus, a danno di inconsapevoli spettatori, improvvisamente coinvolti dall’artista in una situazione decisamente imbarazzante e disagevole.

 

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