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Il rapporto tra Giorgio de Chirico e l`Inghilterra

Victoria Noel-Johnson, studiosa del maestro della metafisica e autrice del corposo volume dedicato al rapporto che Giorgio de Chirico intrattenne con il Regno Unito nel corso della sua vita, documenta nel suo volume De Chirico and the United Kingdom (c. 1916-1978)  l'argomento finora poco indagato.

Il volume nasce da una prima curiosità dell’autrice, suscitata dalla lettura della prefazione a un catalogo risalente al 1928 per una mostra che de Chirico aveva tenuto a Londra, in cui l’autore scriveva di aver conosciuto le opere del maestro italiano durante la Prima Guerra Mondiale.

Dieci anni di ricerche e 550 documenti presi in esame analizzano oltre sessant’anni di attività, evidenziando lo scambio reciproco tra il Regno Unito e de Chirico, presente in oltre 85 mostre organizzate in questo Paese dal 1916 - 1978, anno della morte dell'artista. 

De chirico ebbe una grande influenza sul Surrealismo britannico, nato in netto ritardo rispetto a quello francese. Sarà proprio la partecipazione di de Chirico alla mostra surrealista organizzata a Londra nel 1936 che renderà note le opere del padre della Metafisica al grande pubblico inglese.

Grazie allo studio approfondito dei carteggi viene alla luce una controversia risalente agli anni 1962-1964 tra l'artista e la Tate Gallery. De Chirico scoprì che Il museo aveva esposto tre dipinti  falsi siglati con la sua firma e prega il museo di rimouverli.  La vicenda, ricostruita tramite un ampio carteggio tra de Chirico e il direttore della Tate, testimonia lo stupore dell’artista per la leggerezza con cui il museo aveva esposto i quadri senza averlo prima interpellato per avere un parere di autenticità.

Una curiosità che emerge nel libro è il rapporto che de Chirico ebbe con il collezionista inglese Roland Penrose, il quale possedeva ben 18 opere dechirichiane del primo periodo metafisico e quattro disegni degli anni ‘10, tra cui uno oggi considerato un falso di Max Ernst. Molti surrealisti copiavano le opere di de Chirico  a riprova dell’interesse che questi artisti nutriva per le opere del maestro metafisico.

De Chirico,  a sua volta, nel testo inedito Pensieri dell'Arte del 1938, esprime la sua ammirazione per il pittore inglese Constable, assunto come modello da seguire nella sua battaglia contro il modernismo in favore del tradizionalismo.

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