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Il Razionalismo

 

Negli anni Venti del XX secolo si diffonde rapidamente in architettura la corrente razionalista, che al rifiuto dell’arte intesa come accumulo di saperi storicizzati sostituisce la convinzione che la nuova società moderna, tesa verso il progresso, deve trovare la sua identità artistica in una rigorosa coerenza tra forma e funzione, tra atto creativo e logiche industriali. In tal modo, l’architetto (così come l’artista e il designer) non è più visto esclusivamente come un tecnico ma piuttosto come colui che è in grado di indicare un nuovo stile di vita, più moderno e agiato, nuovi contesti urbani, nuove relazioni sociali. Insomma, un intellettuale che, attraverso la progettazione, può migliorare le vite di tutti. Giorgio Ciucci, Vittorio Gregotti, Gabriele Mucchi, Ornella Selvafolta e Anna Castelli Ferrieri raccontano il loro percorso e illustrano questo importante momento storico e culturale. 

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