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Il Teatro del Mondo di Aldo Rossi

Nel 1979 la Biennale di Venezia, in occasione della mostra Venezia e lo spazio scenico, commissiona all’architetto Aldo Rossi la realizzazione di un teatro galleggiante che rievochi le analoghe costruzioni dei carnevali settecenteschi con palcoscenici naviganti sulla laguna.
Il teatro è un tema caro a Rossi, che per l’occasione crea il Teatro del Mondo, un edificio galleggiante sintesi perfetta tra classicità e modernità capace di sfidare sia le meraviglie architettoniche veneziane che le condizioni del mare.
L’edificio viene costruito nel cantiere navale di Fusina e trasportato con un rimorchiatore a Venezia, alla Punta della Dogana.
“Questo teatro veneziano è legato all’acqua e al cielo e per questo ripete nella sua composizione i colori e i materiali del mare-teatro veneziano. Questo mi piaceva soprattutto, il suo essere una nave e come una nave subire i movimenti della laguna… il teatro mi sembrava in un luogo dove finisce l’architettura e inizia il mondo dell’immaginazione”. Nelle parole dello stesso Rossi è spiegato il progetto e la realizzazione di questo insolito e spettacolare manufatto, che può essere letto anche come la sintesi del concetto di architettura del suo autore.
Qualche anno dopo, nel parlare di questo lavoro, Paolo Portoghesi spiega come l’architettura di Rossi sia stata caratterizzata dal recupero del passato e della memoria, coniugato con le forme dell’avanguardia. I suoi edifici sono involucri molto semplici, all’interno dei quali si svolge quella che Rossi chiamava “la calda vita”. Il pensiero poetico dell’architetto diviene strumento per consentire alla vita quotidiana di trovare la sua armonia con l’ambiente esterno.
Successivamente smontato e dimenticato in un magazzino di Marghera, il Teatro è stato ricostruito a Genova nel 2004. 

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