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La Cappella Sistina spiegata da Burgess

Cuore del mondo cattolico, (qui si tiene il Conclave), la Cappella Sistina, costruita per volere di Papa Sisto IV della Rovere, è forse uno dei massimi capolavori dell’arte e la più completa teologia visiva mai prodotta dalla cultura cristiana. Il 31 ottobre 1512, dopo numerose difficoltà e vicissitudini Michelangelo Buonarroti portò a termine l’impresa titanica di decorare la volta della Sistina. Il contratto iniziale prevedeva che il pittore dipingesse solo dodici figure di Apostoli,  ma quando le impalcature furono rimosse, uno straordinario racconto popolato da più di trecento figure, si rivelò agli occhi del pubblico.

Siamo nel 1975 e lo scrittore Anthony Burgess, l'autore di Arancia meccanica, descrive il Giudizio universale di Michelangelo, mettendo in luce le differenze tra la tradizione iconografica cattolica e quella protestante. In Inghilterra, infatti, William Blake (Londra 1757-1827), accingendosi a un’impresa simile, impiegò tempo e fatica per trovare il modo di rappresentare concetti squisitamente cattolici, come l’idea di Purgatorio estranea al mondo protestante. Michelangelo aveva a disposizione molti esempi  dai quali partire per ribaltare e innovare i canoni di una tradizione pittorica consolidata.

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