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La casa delle parole di Jim Dine a Roma

Jim Dine approda a Roma con una mostra che celebra il suo ingresso all’Accademia Nazionale di San Luca in veste di accademico straniero.


Artista complesso, protagonista di stagioni creative segnate da una forte autonomia espressiva, Jim Dine ha conquistato un posto di prim’ordine all’interno della cultura americana internazionale - sia per essere stato fra i primi a concepire e a sperimentare l’happening, sia per la sua idea di pittura aperta che include elementi quotidiani popolari - come testimoniavano le opere presentata alla Biennale di Venezia del 1964, divenuta simbolicamente luogo di consacrazione del fenomeno della Pop Art, un’etichetta che non lo rappresenta però a pieno. (Vedi anche: Jim Dine: "Non sono un artista Pop").


L’esposizione, all’Accademia di San Luca, presenta l’intero ciclo pittorico inedito Black Paintings, concepito nel 2015 nel suo studio parigino: sette tele di grande formato caratterizzate da un uso plastico della materia pittorica e da sature cromie che articolano frammenti narrativi, con titoli che provengono da una poesia scritta da Jim Dine, intitolata The Flowering Sheets (Poet Singing).

Nel 2008 l’artista fu coinvolto dal Getty Museum di Los Angeles in un progetto che prevedeva la creazione di opere che prendevano spunto dalla collezione del museo. Jim Dine, ispirandosi a delle statue greche in terracotta rinvenute nel Sud Italia, creò un’opera totale dal titolo The Flowering Sheets (Poet Singing): un’installazione composta da cinque grandi sculture lignee che circondano un gigantesco autoritratto scultoreo. Sulle pareti intorno all’installazione, Jim Dine ha trascritto la sua poesia.

 

Jim Dine. House of Words. The Muse and Seven Black Paintings

Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, Roma

Fino al 3 febbraio 2018

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