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La Gorgone e gli eroi di Giulio Aristide Sartorio

A diciannove anni Giulio Aristide Sartorio aveva già uno studio in via Borgognona. Era versatile, passava dal mosaico all’affresco alla tela. Era il “ghost painter” di artisti che firmavano le sue opere ed era particolarmente abile nella pittura di genere settecentesco. La fortuna commerciale arrivò in fretta. Eppure Sartorio, fine artista e intellettuale, non si lasciò divorare dal successo economico e mondano. Presto il suo stile trovò la giusta direzione nel gusto liberty. Partì per l’Inghilterra per conoscere personalmente i preraffaeliti e proseguì per la Germania. A Waimar, dove insegnava all’Accademia, si avvicinò ai simbolisti e conobbe Nietzsche. Qui, nel 1897, dipinse “La Gorgone e gli eroi”, una grande tela conservata alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.

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