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Le sculture esotiche di Francis Upritchard

L’artista Francis Upritchard vive e lavora a Londra. Le sue origini neozelandesi hanno profondamente influenzato la sua carriera artistica: nasce infatti a New Plymouth, un piccolo paesino dedito all’artigianato dove impara sin da piccola ad avere dimestichezza nella manipolazione di materiali disparati, come l’argilla e le stoffe. Questi diventeranno infatti gli elementi chiave della sua poetica, a cui si aggiungerà successivamente la scoperta della balata, sostanza gommosa di origine naturale che l'artista si fa mandare dal Brasile, con cui l’artista plasma le sue opere secondo un procedimento che prevede una rapida e precisa esecuzione materiale.

Tutte le foto utilizzate nel servizio 

© Courtesy of the artist, Kate MacGarry, London and Anton Kern Gallery, New York.

 

Spinta da un’innata curiosità per il viaggio e per l’esplorazione di differenti culture, Francis approda molto giovane in Europa, dove ha modo di approfondire la sua inclinazione artistica verso la scultura. Dopo un iniziale interesse rivolto esclusivamente al regno animale, che si esplicita in un bestiario primordiale, l’artista approda in seguito alla figura umana, di cui indaga la gestualità, spesso goffa, e le espressioni corporali. Decora con la pittura le sue prime figure umane esternando così la sua passione giovanile per la pittura, ma in seguito inizia a vestirle con capi fatti su misura che sono sgargianti, variopinte e con ricami e fantasie di ogni genere. 

La scultura di Francis si colloca a metà tra realtà e immaginazione ed è ricca di spunti e rimandi a prototipi di figure ancestrali e contemporanee.

Invitata alla 57ma Biennale d’Arte di Venezia nel 2017 da Christine Macel Francis Upritchard espone sette nuove sculture all’interno del Padiglione delle Tradizioni.

 

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