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ll Mausoleo dedicato a Pier Paolo Pasolini di Nicola Verlato

Il talento creativo di Nicola Verlato emerge sin dalla sua primissima infanzia e si manifesta in diversi ambiti. Già a 7 anni inizia a dipingere, e solo due anni più tardi a vendere le sue opere. In quello stesso periodo inizia a suonare uno strumento poco tradizionale per l’epoca, il liuto, presso il Conservatorio di Verona.

Anche se laureato in Architettura all’Università di Venezia, la sua formazione artistica è pressoché autodidatta, benché tutte le estati della sua giovinezza si cimenta nell’esercizio della pittura e del disegno da Fra' Terenzio, frate di un monastero nei dintorni di Verona, sua città natale. Qui apprende uno stile più accademico e si accosta ai soggetti religiosi.

Poi, avviene la scoperta di Caravaggio: la Flagellazione conservata presso il Museo di Capodimonte è stata per il giovane Nicola una vera e propria rivelazione, che ha virato i colori della sua tavolozza su toni cupi e dirompenti che caratterizzano le tele del Merisi.

Il suo interesse si sviluppa successivamente verso i miti della modernità e la costruzione di narrative intorno a personaggi simbolo della nostra epoca, quali Marlon Brando o Ezra Pound.

Con la figura di Pier Paolo Pasolini, Nicola Verlato intrattiene un rapporto particolare per la capacità dell’intellettuale bolognese di incarnare un destino universale. Da qui nasce il progetto di un Mausoleo a lui dedicato, idealmente da erigere a Ostia, di cui ha già creato un’animazione in 3D, che RAI ARTE vi mostra in anteprima. Anche per l’interno del mausoleo, Nicola Verlato ha ideato una decorazione parietale complessa, con disegni che ripercorrono la vita di Pasolini a ritroso, sospendendolo in un vuoto atemporale e gravitazionale. Come in quasi tutti i lavori di Verlato, anche nel Mausoleo - che spera di realizzare in un prossimo futuro - un apparente caos causato dall’assenza di gravità, crea un mondo sottosopra in cui immaginare un nuovo ordine.

Fortemente ispirato al metodo rinascimentale di collegare l’opera d’arte ad un luogo specifico, Nicola Verlato desidera poter valorizzare l’arte in un contesto creato ad hoc. L’idea di voler collocare il monumento a Ostia significa creare, attraverso l’aura dell’opera d’arte, un memento mori che accomuna il nostro destino a quello di Pier Paolo Pasolini.

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